Dopo pubblicazione rivista Charlie Hebdo denunciata per istigazione odio, sito attaccato
La copertina del settimanale satirico francese Charlie Hebdo
Nella sede di Charlie Hebdo a Parigi - foto di Paolo Levi
Il direttore del giornale satirico Charlie Hebdo
Manifestanti bruciano le bandiere americane
Proteste anti-film su Islam a Beirut
Proteste in Tunisia in una foto di archivio
Proteste in Tunisia in una foto di archivio
Islam furioso per il film blasfemo: proteste contro l'Occidente e contro Israele
Il mondo islamico infiammato dalla proteste contro gli Usa
Il mondo islamico in fiamme per le proteste contro gli Usa
Proteste anti USA in tutto il mondo islamico
La rabbia dei musulmani contro gli USA: (da sin. in alto) in Kashmir, in Turchia, in Marocco, in Egitto
La rabbia dei musulmani di Srinagar, nel Kashmir indiano
Una immagine della rivolta in Tunisia
La protesta in Tunisia
La mappa delle zone calde e alcune foto delle proteste
La mappa delle zone calde
Violente proteste a Sanaa
Manifestazioni di protesta ad Amman
Un attivista islamico ferito dopo gli scontri a Sanaa
Manifestazioni a Gaza
Manifestazione a Gaza
Manifestazioni a Khartoum
Una manifestazione a Sanaa
Una protesta in Afghanistan
Manifestazione in Pakistan
Una manifestazione a Istanbul
PARIGI - Giornata di tensione in Francia, dopo la pubblicazione sul
giornale satirico Charlie Hebdo di alcune vignette che ritraggono
Maometto. Il Quai d'Orsay ha reso noto che venerdì per
precauzione scuole, consolati e ambasciate francesi in venti Paesi
resteranno chiuse, anche se finora 'non ci sono minacce' appurate.
Intanto, il primo ministro Jean-Marc Ayrault rivendica e difende la
libertà di satira in Francia.L'amministrazione Obama comprende come le vignette sul profeta Maometto pubblicate in Francia siano "offensive per molte persone e incendiarie". Ma ribadisce come "nulla può giustificare la violenza", dice il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney.
Il settimanale Charlie Hebdo è stato denunciato "per incitazione all'odio" in Francia dopo la pubblicazione delle vignette sul Profeta: è quanto riferiscono fonti giudiziarie.
La redazione di Charlie Hebdo "ha ricevuto in queste ultime ore minacce e intimidazioni". "Ma non ci piegheremo", dice una delle redattrici del settimanale, Zineb El Rhazoui, intervistata dall'ANSA nella sede del giornale. Il sito del settimanale, annuncia la redazione, "è stato piratato".
Intanto le 75.000 copie del settimanale Charlie Hebdo con le vignette di Maometto distribuite questa mattina nelle edicole francesi sono tutte esaurite, secondo quanto riferisce il direttore del settimanale, Charb, rispondendo ai cronisti nella sede del giornale a Parigi. Perciò si è deciso di "procedere a una nuova stampa di 70.000 copie, che saranno in edicola da venerdì".
E' stata vietata una manifestazione di protesta contro il film anti-Islam indetta per sabato a Parigi. "Non c'é ragione di lasciar entrare nel nostro Paese conflitti che nulla hanno a che vedere con la Francia. Siamo in una repubblica che non ha assolutamente intenzione di lasciarsi intimidire da alcuno in merito ai suoi valori", sottolinea il premier, nel dare la notizia.
Jean-Marc Ayrault, ai microfoni della radio Rtl, ricorda che in Francia c'è la possibilità di un ricorso alla magistratura per chi si sente offeso dalle caricature o da presunte offese a Maometto o all'Islam". "Siamo in un Paese in cui è garantita anche la libertà di caricatura e se qualcuno si sente offeso può rivolgersi ai tribunali", afferma il premier francese.
"Non tollereremo eccessi", aggiunge il primo ministro, rendendo omaggio al "grande spirito di responsabilità e di moderazione" dei responsabili del culto musulmano. "Sono gruppi minoritari che vogliono sfruttare la situazione - sottolinea, con riferimento alla richiesta di manifestare sabato - la Repubblica non si lascerà sopraffare".
Le ambasciate, i consolati e le scuole francesi all'estero saranno chiuse in una ventina di paesi musulmani venerdì, giorno della grande preghiera, per misura di "precauzione" dopo la pubblicazione delle caricature di Maometto. La Francia - annuncia il ministro degli Esteri, Laurent Fabius - ha preso "precauzioni particolari di sicurezza" per proteggere le sue ambasciate. Il sito del ministero degli Esteri francese raccomanda inoltre ai viaggiatori di "fare prova della più grande vigilanza", a causa degli "attuali disordini" nelle aree musulmane. "E' fortemente raccomandato di tenersi lontani da qualsiasi raduno, evitare di prendere gli assi tradizionali delle manifestazioni di strada e dai dintorni degli edifici sensibili" si legge nell'aggiornamento, pubblicato oggi, della sezione 'Consigli ai viaggiatori'.
Il rettore della Grande moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, annuncia "la lettura di un messaggio in tutte le moschee" collegate a quella centrale parigina, durante la grande preghiera del venerdì, contenente un "appello alla riflessione e alla calma". "Vogliamo mostrare la verità dell'Islam di Francia", aggiunge, "ridare la parola ai musulmani di Francia, soli abilitati a parlare dell'Islam".
Un supermercato kosher della Val d'Oise, alla periferia di Parigi, è stato bersaglio di un attacco oggi e una persona è rimasta ferita. Lo rende noto il presidente del Crif, il Consiglio rappresentativo delle comunità ebraiche di Francia. "C'è stato un attacco all'interno di un supermercato kosher a Sarcelles all'ora di pranzo - racconta Richard Prasquier - erano due individui vestiti di nero che hanno lanciato un ordigno. Una persona è rimasta leggermente ferita".
La pubblicazione delle vignette su Maometto rientra fra quelle iniziative "sciocche" che "alimentano l'odio sotto la copertura della libertà" di espressione. Lo ha affermato Ahmed al Tayyeb, gran imam di al Azhar, il più importante centro teologico del mondo sunnita, al Cairo.
Stizzita la reazione della Lega Araba: "Prima il film che ha provocato reazioni violente, ora le vignette su Maometto. Queste cose devono finire", dichiara il segretario generale della Lega araba Nabil el Araby spiegando che da una settimana sono in corso contatti per arrivare ad un accordo internazionale per proibire la blasfemia e l'attacco ai simboli religiosi.
Sulla vicenda è intervenuto anche Benedetto XVI: "Mi sembra che sia venuto il momento per cristiani e musulmani - afferma il Papa - di dare insieme una testimonianza decisa contro la violenza e le guerra". Nel raccontare l'esperienza in Libano, dove i musulmani lo hanno "accolto con sincero rispetto e considerazione", il pontefice cita "segni chiari e forti di dialogo".
Per il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, "ci sono dei sensazionalismi irresponsabili da parte di chi utilizza spesso a proprio vantaggio personale, anche nel mondo occidentale, queste grandi sensibilità che devono essere rispettate. Le religioni - afferma - sono una cosa fondamentale, importante per la coscienza di molti miliardi di individui e nessuno deve permettersi di dileggiarle o di scherzare su questi valori". (ANSA)
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