La notte del 31 dicembre del 192 d.C. veniva assassinato l'imperatore Commodo. Il prefetto al pretorio Quinto Emilio Leto e il cubicularius Ecletto organizzarono la congiura, con l'appoggio del senato. Avrebbe avvelenato l'imperatore la concubina Marcia durante un banchetto, subito prima dell'insediamento dei consoli per il 193. Ma Commodo vomitò e si salvò, per cui infine chiesero al gladiatore Narcisso di strangolarlo. Si volle poi gettare il corpo nel Tevere, mentre Pertinace, già comandante di rilievo durante le guerre marcomanniche, veniva insignito della porpora.

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