Strage di Brescia, la Cassazione su Maggi e Tramonte: "Neofascisti ipergarantiti"
Le motivazioni della sentenza che ha annullato i proscioglimenti dei due imputati per l'esplosione in piazza della Loggia. "A carico di Maggi moltissimi indizi convergenti verso un suo ruolo determinante"

La bomba, collocata in un cestino dei rifiuti in piazza della Loggia, da sempre cuore della vita della ricca cittadina lombarda, esplose alle 10.12 del mattino, il 28 maggio 1974, nel mezzo di una pacifica manifestazione antifascista, organizzata per esprimere rifiuto e condanna della violenza eversiva dopo una sequela di episodi violenti di marca neofascista che da settimane turbavano la sicurezza della cittadinanza e della democrazia. L'ordigno uccise otto persone e ne ferì 108 FOTO






Ad avviso dei supremi giudici, che hanno criticato in molti passaggi le conclusioni "assolutamente illogiche e apodittiche" raggiunge dai giudici della Corte d'assise d'appello di Brescia nel verdetto assolutorio del 14 aprile 2012, Tramonte era un soggetto troppo "intraneo" alla destra eversiva per essere un semplice informatore, che peraltro "non raccontava al maresciallo Felli tutto ciò che sapeva o aveva fatto".
Quanto a Maggi, sono stati "sviliti" numerosi indizi (come il sostegno allo stragismo eversivo di destra, del quale era un "propugnatore"). Per esempio, sulla circostanza - "un dato di fatto importantissimo che muta notevolmente il quadro indiziario rispetto al giudizio di primo grado" - che "l'ordigno esplosivo sia stato confezionato utilizzando la gelignite di proprietà di Maggi e Digilio, conservata presso lo Scalinetto", la Corte d'appello "non ha tratto da questa diversa ricostruzione in fatto le necessarie implicazioni sul piano probatorio".
La "erronea applicazione della legge processuale" - scrive il relatore Paolo Giovanni Demarchi Albengo - è "un vizio ricorrente nel processo per la strage di piazza della Loggia, se si pensa che anche nel procedimento cautelare sulla misura irrogata a Tramonte, Zorzi e Maggi la Cassazione ebbe a osservare l'esasperata opera di segmentazione del quadro complessivo" che "rifuggiva dalle regole di coerenza e completezza". "Ingiustificabili e superficiali" sono, per la Cassazione, le conclusioni assolutorie tratte per Maggi, nonostante la "gravità indiziaria" delle dichiarazioni di Battiston, che unite ad altri elementi finiscono per fornire una "visione complessiva" di "straordinaria capacità dimostrativa" delle accuse.
Quanto a Maggi, sono stati "sviliti" numerosi indizi (come il sostegno allo stragismo eversivo di destra, del quale era un "propugnatore"). Per esempio, sulla circostanza - "un dato di fatto importantissimo che muta notevolmente il quadro indiziario rispetto al giudizio di primo grado" - che "l'ordigno esplosivo sia stato confezionato utilizzando la gelignite di proprietà di Maggi e Digilio, conservata presso lo Scalinetto", la Corte d'appello "non ha tratto da questa diversa ricostruzione in fatto le necessarie implicazioni sul piano probatorio".
La "erronea applicazione della legge processuale" - scrive il relatore Paolo Giovanni Demarchi Albengo - è "un vizio ricorrente nel processo per la strage di piazza della Loggia, se si pensa che anche nel procedimento cautelare sulla misura irrogata a Tramonte, Zorzi e Maggi la Cassazione ebbe a osservare l'esasperata opera di segmentazione del quadro complessivo" che "rifuggiva dalle regole di coerenza e completezza". "Ingiustificabili e superficiali" sono, per la Cassazione, le conclusioni assolutorie tratte per Maggi, nonostante la "gravità indiziaria" delle dichiarazioni di Battiston, che unite ad altri elementi finiscono per fornire una "visione complessiva" di "straordinaria capacità dimostrativa" delle accuse.
E ancora: la presenza di Tramonte nella piazza, poco dopo l'esplosione, è "certamente un elemento di grande rilievo, sia al fine di stabilire il suo ruolo nella vicenda sia ai fini di valutazione di attendibilità delle dichiarazioni relative alla organizzazione ed esecuzione della strage". Eppure non sono stati fatti approfondimenti. Comunque, rimarca la Cassazione, il giudice del rinvio potrò anche stabilire che Tramonte era un "infiltrato non punibile", ma deve tenere conto che solo dal 2006 esiste una normativa che lo scriminerebbe: per gli anni Settanta non esisteva nulla del genere. Anzi, si era "restii" a riconoscere la "collaborazione dei soggetti privati, estranei agli organismi di polizia giudiziaria, e soprattutto in assenza di formali autorizzazioni e di rigida regolamentazione dei limiti di operatività".
"La corte d'assise d'appello - sintetizza la Cassazione salvando solo il lavoro di motivazione sulle assoluzioni di Delfo Zorzi e del generale Francesco Delfino - ogni volta che si è trovata a valutare un indizio di colpevolezza a carico degli imputati, si è soffermata sulla potenziale esistenza di diversi significati, così distruggendo proprio il valore probatorio che il nostro sistema giudiziario attribuisce alla valutazione complessiva di tali messi di prova". Sottovalutate, infine, le dichiarazioni del collaboratore Carlo Digilio e "liquidata troppo frettolosamente la ritrattazione di Tramonte".
"La corte d'assise d'appello - sintetizza la Cassazione salvando solo il lavoro di motivazione sulle assoluzioni di Delfo Zorzi e del generale Francesco Delfino - ogni volta che si è trovata a valutare un indizio di colpevolezza a carico degli imputati, si è soffermata sulla potenziale esistenza di diversi significati, così distruggendo proprio il valore probatorio che il nostro sistema giudiziario attribuisce alla valutazione complessiva di tali messi di prova". Sottovalutate, infine, le dichiarazioni del collaboratore Carlo Digilio e "liquidata troppo frettolosamente la ritrattazione di Tramonte".
Ricostruita in 3D l'esplosione
in piazza della Loggia a Brescia

Nell'udienza del processo per la strage di piazza della Loggia, a Brescia, è stata proposta dai periti una ricostruzione in 3D dello scoppio che il 28 maggio 1974 uccise otto persone e ne ferì 108. La ricostruzione è stata proiettata in aula. I periti spiegano che sarebbe stato usato circa un chlo di tritolo



http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/05/25/foto/ricostruita_in_3d_l_esplosione_in_piazza_della_loggia_a_brescia-4335669/1/
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