domenica 6 aprile 2014

Ronny Jordan, simbolo dell'acid jazz, muore all'età di soli 51 anni


Ronny Jordan, chitarrista e tra i principali rappresentanti dell'acid-jazz negli anni '80 e '90 è deceduto lo scorso 13 gennaio 2014. Aveva soltanto 51 anni e le cause non sono note.
Ronny Jordan nasce il 29 novembre nel 1962 a Londra, secondo di sette figli. Suo padre, un diacono, crebbe i piccoli anche dopo la morte della madre, anche lei un ministro della chiesa. "Sono cresciuto con le musiche di Beatles, Hendrix, Clapton, Motown, Ray Charles, Nat King Cole, Sinatra, Sam Cooke, Memphis, Cat Stevens, e della Gospel Music. Il reggae era proibito in casa, ma io ero completamente affascinato da Marley e lo sono tuttora. Ma mai avrei pensato che un ragazzino di 4 anni con un ukulele avrebbe dedicato tutto il resto della sua vita a diventare un musicista, autore e produttore." Ronny Jordan è l'uomo della musica jazz contemporanea, uno che non si spaventa nello sperimentare e nel prendere un genere rivisitandolo completamente.
Verso la metà degli anni Settanta, i suoi gusti musicali si orientano verso Herbie Hancock and Return to Forever, i Crusaders e I grandi chitarristi jazz: Wes Montgomery, George Benson, Kenny Burrell e Grant Green, alla musica dei quali rende omaggio con la sua attuale band, composta da Mark Sherman al piano, Wayne Batchelor al basso e Israel Bannerman alla batteria. La svolta nella carriera artistica di Jordan avviene nel 1990, dopo aver sentito un disco hip-hop: nel 1991 firma con la Universal Island e debutta con "The Antidote" (1992), in cui appare l'hit di Miles Davis "So What", riletto in chiave moderna. La sua composizione ‘After Hours' è ormai diventata un classico. Ronnie Jordan ha pubblicato cinque album per la Blue Note Records, N-Coded Music e Universal Island. Nominato per il Grammy nel 2001 per ‘A Brighter Day', Jordan ha compiuto diversi tour nell'ultima decade, partecipando ad importanti festival in Africa, Asia, Australasia e America.

Il movimento acid jazz lo ha portato a conoscenza di molti famosi artisti e fan già dal 1992, anno del suo cd di debutto ‘The Antidote', seguito da ‘The Quiet Revolution' (1993), ‘Bad Brothers' (1994), ‘Light To Dark' (1996), ‘A Brighter Day'(2000) e ‘Off The Record'(2001), ‘At last' (2003), After "8" (2004).
Il suo genio creativo gli è valso i favori della critica e la vittoria, tra i vari riconoscimenti ricevuti, del ‘Gibson Guitar Best Jazz Guitarist Award' e del ‘The MOBO Best Jazz Act Award' per non parlare della nomina ai Grammy.

http://www.jazzitalia.net/viscomunicatoemb.asp?ID=21566#.U0EoDqh_sVk

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