La bugia di Renzi sulla chiusura delle ambasciate
Le sedi non erano mai state aperte, altro che spending review!

Altro che risparmi. La decisione del governo di chiudere 4 ambasciate secondo l’inchiesta de Il Fatto Quotidiano sarebbe una gigantesca presa in giro nei confronti degli italiani. La Farnesina infatti avrebbe chiuso 4 sedi diplomatiche che erano già chiuse da anni o non erano addirittura mai esistite. Come si legge nell’articolo di Thomas Mackinson:
Il Consiglio dei ministri ha deliberato la chiusura delle ambasciate italiane a Reykjavik (in Islanda) e a Nouakchott (in Mauritania). Risparmi? Secondo le tabelle del decreto 307mila euro e 205mila. Un bel colpo di forbici. Peccato che queste sedi non solo non siano attive, ma non sono neppure mai esistite. Non c’è manco la casella postale. Per i servizi d’ambasciata in Islanda l’Italia si appoggia infatti alla sede di Oslo, per quelli in Mauritania al Senegal. In entrambi i Paesi non esiste, né è mai esistito, uno di quegli ambasciatori con stipendi a cinque zeri che il ministro ha promesso di ridimensionare.
Sono dei consoli onorari a rappresentare l’Italia, per un compenso inferiore ai 5 mila euro l’anno. E le bugie continuano: nel provvedimento approvato venerdì si legge che sono stati soppressi gli Istituti italiani di Cultura all’estero di Grenoble e Innsbruck. Ma se cercate anche sul web, la notizia risale a ben 3 anni fa. (Fonte)
http://www.lafucina.it/2014/04/06/la-bugia-di-renzi-sulla-chiusura-delle-ambasciate/#
Nessun commento:
Posta un commento