giovedì 24 aprile 2014

IL FATTO IN TRIBUNALE, TRAVAGLIO REAGISCE COSI'


Giuliano Amato ha fatto causa al Fatto Quotidiano: 500 mila euro la richiesta di danni. Marco Travaglio nel suo editoriale di oggi dà una vera e propria lezione all'ex parlamentare. Leggiamo: 

Tra le varie cause che i papaveri d'Italia hanno intentato al Fatto , la più avvincente è senz'altro quella di Giuliano Amato [...]. Non bastandogli la magra pensione che notoriamente gli passa lo Stato, lo Statista di Orbetello ci chiede 500 mila euro per avere noi "smantellato pezzo per pezzo il prestigio e il rispetto che si era costruito e guadagnato nel corso degli anni, sia in Italia che all'estero". 

Dopo aver enunciato le motivazioni che hanno spinto Amata a fare causa al Fatto Quotidiano, Marco Travaglio parte all'attacco. Leggiamo: 

Noi continueremo a pensare che chi nel 1983 voleva "risolvere politicamente", cioè senza giudici tra i piedi, lo scandalo Zampini, una delle prime Tangentopoli d'Italia, non possa fare il giudice costituzionale. Che chi nell'84-85 ispirò i vergognosi decreti Berlusconi donati da Craxi all'amico Silvio per neutralizzare le ordinanze dei pretori sulle antenne fuorilegge della Fininvest, e nel 1993 varò da premier il primo decreto Salvaladri per depenalizzare il finanziamento illecito ai partiti e affossare Mani Pulite (preannunciato a Craxi con una lettera che lo invitava ad "avere fiducia in quel che io sto cercando di fare" per fornire ai tangentari "possibilità di uscita" perché "continuo a esserti grato ed amico", e poi bocciato dal presidente Scalfaro), non dovrebbe giudicare la legittimità delle leggi. Ma soprattutto un giudice costituzionale non dovrebbe trascinare in tribunale un giornale che lo critica. Tra i "beni costituzionalmente tutelati" che il Prof. Amato cita nella denuncia, il suo monumento equestre non è contemplato. La libertà di stampa sì.


http://www.tzetze.it/redazione/2014/04/il_fatto_in_tribunale_travaglio_reagisce_cosi/

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