raccolse il testimone nel '76, all'apice dei successi di Gustav Thoeni e Piero Gros.
Dal cda dell'Inter, alla Fisi. Abbandonò la carriera da avvocato per il mondo sportivo. Che gli dedica un minuto di silenzio
LO SCI - Nel 1970 entra nel mondo della federsci, scalandone via via i gradini negl anni in cui Thoeni-Gros salgono su quelli del podio. E nel 1976 raccoglie il testimone dal presidente Omero Vaghi. Per la Fisi è la rivoluzione; per Gattai un altro trampolino di lancio che nemmeno il caso David (la giovanissima e talentuosa speranza azzurra per 6 anni in coma vegetativo a causa di una rovinosa caduta a Lake Placid, nel '79) riesce a fermare. Due anni dopo è vicepresidente del Coni e grazie alla rinascita del movimento sciistico che con gli anni va pian piano recuperando la sua immagine di Federazione vincente diventa l'erede designato di Franco Carraro superando l'antagonista e potentissimo Primo Nebiolo.
UN MINUTO DI SILENZIO - Il passaggio di consegne avviene nel 1987. Per sei anni Arrigo Gattai tiene le redini del mondo dello Sport, apprezzato soprattutto per la sua indubbia abilità nel lavoro diplomatico dentro e fuori Italia, ma il punto più alto della sua carriera dirigenziale coincide anche con l'inizio del suo tramonto politico, cui le spedizioni olimpiche di Seul e Barcellona non diedero certo una mano. Gli anni '90 sono più bui per l'ex avvocato alle prese con diverse vicende solo giudiziarie e non più sportive - da cui uscì prosciolto o assolto - legate alla ristrutturazione dell'Olimpico, all'evasione contributiva, ai finanziamenti illeciti, alle assunzioni facili. Un'uscita di scena dal mondo sportivo, che in questo fine settimana lo ricorderà con un minuto di silenzio. (Fonte Ansa)
http://www.corriere.it/sport/12_settembre_21/addio-a-gattai-guido-il-coni_ae5af966-0422-11e2-a116-9748af084362.shtml
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