A Treviso nel Parco degli Alberi Parlanti
Non un semplice lunapark ma un'avventura tra scienza e natura

















(di Francesca Pierleoni)
Non ''un semplice lunapark ma un luogo di esperienze conoscitive legate al mondo in continua evoluzione di bambini e ragazzi. Ci relazioniamo con l'impatto della tecnologia e dei media nella loro vita, ma gli offriamo allo stesso tempo la possibilità di stare in mezzo alla natura, di correre in un prato o arrampicarsi su un albero''. Così Sergio Manfio, cocreatore con il fratello Francesco del Gruppo Alcuni, descrive la filosofia alla base del Parco degli Alberi Parlanti, che hanno inaugurato nel 2008 a Treviso. Un mondo pensato, come tutta la loro attività, per i più piccoli. Gli 'Alcuni' infatti, nascono nel 1973 come compagnia teatrale e in 40 anni all'esperienza sul palcoscenico, hanno unito quella di casa di produzione di programmi televisivi venduti in tutto il mondo come Ciak Junior e cartoon amatissimi come Cuccioli, che stanno per tornare con un nuovo film, Cuccioli: Il paese del vento, in uscita il 27 marzo.
Nel parco, visitato ogni anno da 50mila bambini, sono a disposizione percorsi (quasi esclusivamente a ingresso libero o con un biglietto dal costo molto ridotto), sempre guidati da animatori, che introducono al mondo delle immagini, tra precinema e cartoon, alla scoperta dei quattro elementi, acqua, aria, fuoco, terra, delle macchine e dello studio di Leonardo o di draghi, dinosauri e animali estinti. Viaggi che si arricchiscono, da una stagione all'altra di nuove esperienze (dal 3 al 13 aprile, ad esempio si riaprirà la 'Settimana della scienza', con attività come di consueto, pensate, per diverse età), come le favole avventurose che portano i bambini fra le ricchezze naturalistiche del bosco o il 'Planetario comete'. ''Esisteva un grande parco in rovina alla periferia di Treviso e il comune ha indetto un bando per farne un luogo dedicato ai bambini, con strutture di ospitalità. Abbiamo partecipato e abbiamo vinto - spiega Manfio -. Sarebbe stato assurdo cercare di scimmiottare famosi parchi come quelli della Disney. Abbiamo puntato invece a farne un luogo per un'esperienza unica, capace di abbinare in armonia gioco, scoperta e elementi didattici''
Il Gruppo Alcuni ''è formato da un'ottantina di persone che si muovono come un'unica testa pensante. Facciamo in modo che ogni volta si progetti qualcosa di nuovo, questa si possa ricondurre a tutte le nostre attività, dal teatro al parco - precisa -. Noi siamo convinti che chi comunica con i bambini abbia una responsabilità molto importante, e ce la assumiamo, stando attenti anche alla natura pedagogica del nostro lavoro, all'interpretazione che diamo della realtà. E' un lavoro che porto avanti anche con l'Università di Padova, dove insegno alla Facoltà di Scienza della formazione''.
Il parco degli Alberi Parlanti è ''un omaggio che facciamo alla città di Treviso, e ci consente di rimanere sempre in contatto con il mondo dei bambini. Una vicinanza che chi fa il nostro lavoro spesso rischia di perdere. Attraverso il parco invece siamo in grado capire le loro nuove esigenze che nascono con il tempo, siamo sempre informati''. Oggi, secondo Manfio, un errore comune di chi si rivolge ai bambini ''è non pesare abbastanza i modelli di interpretazione della realtà che gli si offrono, visto anche che per la maggiorparte del tempo sono davanti alla tv da soli. Se gli si fa credere fin da piccoli che le cose più importanti siano essere belli, ben vestiti, magri, corriamo il rischio che crescendo indirizzino le loro vite in quella direzione. Se la violenza viene presentata come elemento per sopraffare, questo gli potrebbe restare a livello inconscio. La competitività va presentata come un elemento ragionato, va esaltata la creatività, dobbiamo pensare alla qualità della loro vita, basterebbe solo un po' più di attenzione''.
(ANSA)
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