domenica 6 maggio 2012

La Nigeria piange Yekini eroe del Mondiale 1994

E' morto ieri, a Ibadan, l'attaccante simbolo della mitica squadra andata ad un passo dai quarti di finale al Mondiale americano (fu eliminata ai supplementari dall'Italia di Sacchi). Aveva 48 anni

Yakini in rete contro la Bugaria. E' il primo gol della Nigeria in un Mondiale. Gasport
Yakini in rete contro la Bugaria. E' il primo gol della Nigeria in un Mondiale. Gasport
Aggrappato alla rete, Rashidi Yekini pregava, ringraziava, celebrava, festeggiava. Era la rete di una delle porte montate nel Cotton Bowl di Dallas, lo stadio che ospitava Nigeria-Bulgaria, partita del Mondiale del ’94. Era il 21 giugno, e Yekini aveva appena segnato il primo storico gol della Nigeria ai Mondiali. Non poteva che essere lui, capocannoniere all time delle Super Eagles (37 gol in 58 partite), lui che i nigeriani chiamavano "Goalsfather", una specie di padrino del gol, a fare quella rete. Rashidi pregava, la Nigeria impazziva, i fotografi inviavano al mondo un’immagine destinata a restare per sempre nella memoria storica del calcio africano.
quasi cinquant'anni — Rashidi Yekini è morto ieri, a Ibadan. La cittadina nigeriana dove aveva cominciato a farsi conoscere, con lo storico club "Shooting Stars". Era il 1982, più o meno. Yekini è morto ufficialmente a 48 anni, perché tutti prendono per buona la data di nascita di Wikipedia, 23 ottobre 1963. Però a quei mondiali americani sul suo passaporto c’era un 23/10/1964, e alle Olimpiadi di Seoul del 1988 era stato registrato con un passaporto che diceva 12 agosto 1962. Poco importa.
il toro di kaduna — Ciò che resta sono i suoi gol, la sua fede, la sua serietà, la sua timidezza da gigante parecchio buono. Yekini era di Kaduna, ed era musulmano. Lo chiamavano "the bull", il toro, perché era grosso e veloce. E goleador. Aveva cominciato ad Ibadan, poi era passato a Abeokuta, e da li in Costa d’Avorio. Con l’Africa Sports vinse due campionati e soprattutto riuscì a rimediare un contratto in Europa, al tempo cosa non semplicissima per un africano.
Yekini era detto the bull, il toro, perché grosso e veloce. Gasport
Yekini era detto the bull, il toro, perché grosso e veloce. Gasport
trionfo a setubal — Finì in Portogallo, al Vitoria Setubal, e continuò a segnare tanto. Addirittura 90 reti in 108 partite per un club piccolo, con poche ambizioni e ancor più ridotte possibilità di classifica. Vinse il Pallone d’Oro africano del 1993, e di nuovo fu pioniere: il primo a farlo per il suo Paese. Nel ’94 in Tunisia guidò le Super Aquile alla vittoria in Coppa d’Africa, fu capocannoniere, andò ai Mondiali e da li all’Olympiakos, in Grecia. Doveva essere il trampolino, fu l’inizio della fine. Rashidi non si adattò in Grecia, provò in Liga con lo Sporting Gijon, poi in Svizzera, in Tunisia, in Arabia Saudita, di nuovo all’Africa Sports e allo Shooting Stars, in un viaggio a ritroso nella sua memoria calcistica. Si ritirò, tornò nel 2005 ad Abeokuta, per pochi mesi. Aveva almeno 43 anni, e qualche gol lo fece.
vita ritirata — Poi l’addio e una vita ritirata, lontano dalla fama. Gli avevano offerto di lavorare per la Federazione, di fare l’ambasciatore della Nigeria ai Mondiali del 2010. Niente. Rashidi pregava e viveva solo, nonostante i 3 matrimoni e i 3 figli. Ultimamente in Nigeria si sono dette tante cose sulla sua salute, fisica e mentale. Voci non confermate. E, di nuovo, non importa. Nella memoria restano i suoi gol, e quella foto dagli Stati Uniti. Cose storiche.
Filippo Maria Ricci
http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Primo_Piano/05-05-2012/nigeria-piange-yekini-eroe-mondiale-1994--911132797174.shtml 

Con 37 goals è stato il miglior marcatore della  Nigieria iùdi  tutti i  tempi. 

Fenix

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