E' morto ieri, a Ibadan, l'attaccante simbolo della mitica squadra andata ad un passo dai quarti di finale al Mondiale americano (fu eliminata ai supplementari dall'Italia di Sacchi). Aveva 48 anni

- Yakini in rete contro la Bugaria. E' il primo gol della Nigeria in un Mondiale. Gasport
Aggrappato alla rete, Rashidi Yekini pregava, ringraziava,
celebrava, festeggiava. Era la rete di una delle porte montate nel
Cotton Bowl di Dallas, lo stadio che ospitava Nigeria-Bulgaria, partita
del Mondiale del ’94. Era il 21 giugno, e Yekini aveva appena segnato il
primo storico gol della Nigeria ai Mondiali. Non poteva che essere lui,
capocannoniere all time delle Super Eagles (37 gol in 58 partite), lui
che i nigeriani chiamavano "Goalsfather", una specie di padrino del gol,
a fare quella rete. Rashidi pregava, la Nigeria impazziva, i fotografi
inviavano al mondo un’immagine destinata a restare per sempre nella
memoria storica del calcio africano.
quasi cinquant'anni —
Rashidi Yekini è morto ieri, a Ibadan. La cittadina nigeriana dove aveva
cominciato a farsi conoscere, con lo storico club "Shooting Stars". Era
il 1982, più o meno. Yekini è morto ufficialmente a 48 anni, perché
tutti prendono per buona la data di nascita di Wikipedia, 23 ottobre
1963. Però a quei mondiali americani sul suo passaporto c’era un
23/10/1964, e alle Olimpiadi di Seoul del 1988 era stato registrato con
un passaporto che diceva 12 agosto 1962. Poco importa.
il toro di kaduna —
Ciò che resta sono i suoi gol, la sua fede, la sua serietà, la sua
timidezza da gigante parecchio buono. Yekini era di Kaduna, ed era
musulmano. Lo chiamavano "the bull", il toro, perché era grosso e
veloce. E goleador. Aveva cominciato ad Ibadan, poi era passato a
Abeokuta, e da li in Costa d’Avorio. Con l’Africa Sports vinse due
campionati e soprattutto riuscì a rimediare un contratto in Europa, al
tempo cosa non semplicissima per un africano.
-

- Yekini era detto the bull, il toro, perché grosso e veloce. Gasport
trionfo a setubal —
Finì in Portogallo, al Vitoria Setubal, e continuò a segnare tanto.
Addirittura 90 reti in 108 partite per un club piccolo, con poche
ambizioni e ancor più ridotte possibilità di classifica. Vinse il
Pallone d’Oro africano del 1993, e di nuovo fu pioniere: il primo a
farlo per il suo Paese. Nel ’94 in Tunisia guidò le Super Aquile alla
vittoria in Coppa d’Africa, fu capocannoniere, andò ai Mondiali e da li
all’Olympiakos, in Grecia. Doveva essere il trampolino, fu l’inizio
della fine. Rashidi non si adattò in Grecia, provò in Liga con lo
Sporting Gijon, poi in Svizzera, in Tunisia, in Arabia Saudita, di nuovo
all’Africa Sports e allo Shooting Stars, in un viaggio a ritroso nella
sua memoria calcistica. Si ritirò, tornò nel 2005 ad Abeokuta, per pochi
mesi. Aveva almeno 43 anni, e qualche gol lo fece.
vita ritirata —
Poi l’addio e una vita ritirata, lontano dalla fama. Gli avevano offerto
di lavorare per la Federazione, di fare l’ambasciatore della Nigeria ai
Mondiali del 2010. Niente. Rashidi pregava e viveva solo, nonostante i 3
matrimoni e i 3 figli. Ultimamente in Nigeria si sono dette tante cose
sulla sua salute, fisica e mentale. Voci non confermate. E, di nuovo,
non importa. Nella memoria restano i suoi gol, e quella foto dagli Stati
Uniti. Cose storiche.
Filippo Maria Ricci
http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Primo_Piano/05-05-2012/nigeria-piange-yekini-eroe-mondiale-1994--911132797174.shtml
Con 37 goals è stato il miglior marcatore della Nigieria iùdi tutti i tempi.
Fenix
Con 37 goals è stato il miglior marcatore della Nigieria iùdi tutti i tempi.
Fenix
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