Il 7 dicembre 1942, la base navale americana di Pearl Harbor fu attaccata dalle forze giapponesi, segnando l’ingresso degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale.
Contesto: sanzioni e tensione
Nel 1941 USA, Regno Unito e Olanda bloccarono le esportazioni di petrolio e acciaio verso il Giappone. Per Tokyo, che importava oltre l’80% del petrolio, era un colpo diretto alla capacità militare. Il comando giapponese decise che un attacco preventivo era l’unica opzione per guadagnare tempo e proteggere le rotte verso le Indie Orientali Olandesi.
Intelligence e avvertimenti
I servizi USA avevano intercettato e decifrato parte del traffico diplomatico giapponese “Purple” e “JN-25”. I rapporti del Joint Congressional Committee on the Investigation of the Pearl Harbor Attack del 1946 concludono che esistevano indizi di un’operazione contro Hawaii, ma le informazioni erano frammentarie e non distribuite efficacemente ai comandanti locali.
Svolgimento e perdite
L’attacco iniziò alle 07:48 ora di Honolulu. La prima ondata colpì corazzate, incrociatori e campi d’aviazione.
Perdite americane:
- 2.403 morti, di cui 1.177 sulla USS Arizona
- 1.178 feriti
- 8 corazzate danneggiate/affondate, 3 incrociatori, 3 cacciatorpediniere
- 188 aerei distrutti, 159 danneggiati
Fonte: U.S. Navy Naval History and Heritage Command, “Pearl Harbor Raid, 7 December 1941”
Perdite giapponesi:
- 64 morti, 1 prigioniero
- 29 aerei abbattuti, 5 sottomarini tascabili persi
- 1 sommergibile affondato
Fonte: Imperial Japanese Navy records, riassunte in Prange, “At Dawn We Slept”, 1981
Conseguenze
L’attacco unificò l’opinione pubblica americana a favore della guerra. Il 8 dicembre 1942 gli USA dichiararono guerra al Giappone, e pochi giorni dopo Germania e Italia dichiararono guerra agli USA.
Fenix

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