sabato 4 settembre 2021

La classe operaia va in paradiso

 


Buongiornissimo ( 😆) indagatori del grande #cinemaitaliano! 

#ElioPetri e #GianMariaVolonté sul set de La Classe operaia va in paradiso (1971).


Con il mio film sono stati polemici tutti, sindacalisti, studenti di sinistra, intellettuali, dirigenti comunisti, maoisti. Ciascuno avrebbe voluto un’opera che sostenesse le proprie ragioni: invece questo è un film sulla classe operaia.

Elio Petri, 1972

Jean-Marie Straub, al festival di Porretta Terme, parlando della “Classe operaia”, disse che film così vanno bruciati. lo raccontai quella che era la storia di tutti, di come in questa società non si possa vivere che nell’alienazione. Il rapporto del tempo esistenziale con quello produttivo, in un operaio, è evidentemente il lato più drammatico della sua giornata, e io mi occupai soprattutto di quello.

Elio Petri, da “L’avventurosa storia del cinema italiano”


"Il tema dominante del film risiede in quella costante alienazione da fabbrica che assorbiva completamente ogni residuo tempo all’operaio che così diventava “massa”, quell’alienazione già raccontata da Chaplin e che Petri qui ingigantisce e drammatizza, riportando gli argomenti alla contingenza del capitalismo che affida alla produttività del cottimo la sua riaffermazione. È proprio su questa profonda spaccatura tra tempo della produzione e tempo da dedicare alla propria vita che Lulù percepisce e comprende una verità profonda e capisce che se non vuole finire come Militina deve cambiare ed è per questo che il suo ritorno in fabbrica, dopo l’incidente in cui ha perduto un dito, non è accolto con la felicità che gli altri avrebbero voluto. Petri e Volonté sottraggono ogni mito alla classe operaia dell’epoca e il film fa emergere con chiarezza i conflitti che ancora oggi, sotto differenti forme e atteggiamenti, la sinistra si porta dietro. Il cinema di Petri si fa ancora una volta spiazzante, ancora una volta centrale nel cogliere le contraddizioni sociali, come già in Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto o come in molti altri dei suoi film, aggiungendo un’anima segreta alle proprie immagini che si fanno cupe e anticipatorie di quel drammatico futuro che già sembra intravedersi. Pochi anni dopo con Todo modo, film vicinissimo e antitetico a questo, ma appartenente alla stessa dialettica politica, quel futuro preconizzato avrebbe assunto toni ancora più neri e indecifrabili, perseguendo e concludendo un lungo discorso durato per molti anni."


Citazione tratta da https://www.sentieriselvaggi.it/la-classe-operaia-va-in-paradiso-di-elio-petri/


Che ne pensate? :)


Foto gentilmente pubblicata da Giuseppe Catalano sul suo profilo IG  qualche mese fa.

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