martedì 4 marzo 2014

Il Dna racconta l'evoluzione di peperoni e peperoncini

Ricostruita la mappa genetica di specie selvatiche e coltivate


Una pianta di Capsicum annuum L. coltivata in Cina (fonte: Cheng Qin)Una pianta di Capsicum annuum L. coltivata in Cina (fonte: Cheng Qin)
L'antica storia evolutiva di peperoni e peperoncini è stata ricostruita dai ricercatori cinesi della Sichuan Agricultural University comparando i genomi di specie selvatiche e coltivate. Dal confronto tra le mappe genetiche sono emerse anche informazioni 'piccanti', come quelle relative ai geni che producono la capsaicina, che potranno essere sfruttate per migliorare le coltivazioni. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas).

Secondo l'albero evolutivo tracciato dai ricercatori cinesi, i peperoni si sarebbero distaccati dai loro 'parenti' più stretti, ovvero patate e pomodori, circa 36 milioni di anni fa. La loro storia al fianco dell'uomo sarebbe invece cominciata nel 6.000 a.C. con i nativi americani. Da allora la famiglia di peperoni e peperoncini coltivati si è allargata a dismisura fino a rivestire un ruolo di primo piano a livello globale: basti pensare che nel 2011 sono state raccolte ben 34,6 milioni di tonnellate di vegetali.

La storia millenaria di questa coltivazione è stata ricostruita comparando il genoma di una pianta addomesticata (il Capsicum annuum L., coltivato nella provincia cinese del Guizhou), con quello di un suo 'antenato' selvatico (C. annuum var. glabriusculum, proveniente dal Messico centro-settentrionale). 
Dal confronto è emerso che oltre l'81% del Dna è composto da elementi genetici mobili, chiamati 'trasposoni', capaci di saltellare autonomamente da una parte all'altra del genoma: hanno fatto la loro comparsa circa 300.000 anni fa, e da allora hanno determinato una gigantesca espansione del genoma. Analizzando il genoma di 18 varietà coltivate, i ricercatori hanno anche identificato le 'impronte' lasciate sul Dna delle piante dalla selezione operata dall'uomo.

Tra questi geni ci sono quelli che conferiscono caratteristiche molto utili, come la resistenza della pianta a stress e malattie e una più lunga conservazione del frutto. Infine lo studio ha identificato importanti meccanismi genetici alla base della formazione dei capsaicinoidi, una classe di sostanze chimiche responsabili del tipico gusto piccante di alcuni peperoni e peperoncini.

(ANSA)

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