martedì 5 giugno 2012

Fassina (Pd) scuote l'albero della (mala)politica. Bersani col cerino in mano?

da Massimo Falcioni

 
altroE’ assai improbabile che l’uscita di Fassina, autorevole giovane esponente del Pd, nel richiedere il ricorso al voto anticipato in autunno sia un atto isolato, senza l’ok del segretario del partito.
Ovvio che Bersani oggi, pur dovendo ingoiare rospi, non vuole e non può fare cadere il governo Monti, fortissimamente supportato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Fassina è andato (o è stato mandato) in avanscoperta per dare una scrollata alla pianta, per stanare i contestatori interni (tutt’altro che d’accordo con la leadership di Bersani) e per coprirsi le spalle a sinistra, soprattutto nei confronti di Sel e Idv. Insomma, una mossa tattica (anche se di tatticismi si può morire) per stoppare Vendola e Di Pietro interessati a fare saltare il banco e andare subito al voto con il “porcellum”.
Il sasso lanciato da Fassina giunge fino nello stagno della Lega e nella palude del Pdl, partiti al limite dell’implosione, intenti a segare il ramo che sostiene Monti, nella logica del tanto peggio tanto meglio.
Al di là delle incertezze e degli evidenti limiti politici dell’attuale governo tecnico, per altro impegnato in un difficile e complesso braccio di ferro in sede europea, nessun partito è oggi in grado di prendere in mano il pallino della situazione per una svolta alla crisi economica e alla crisi politica.
La coperta è corta, ed è corta per tutti, anche per Pier Luigi Bersani e il suo Pd, che, pur malandato, sembra un gigante in salute di fronte a Lega e Pdl, con un piede nella fossa. Bersani può però rimanere col cerino in mano.
Anche perché, non va dimenticato che c’è l’imbuto (un imbroglio?) del parlamento dei nominati, che tutt’ora premia le prepotenze ricattatorie del Pdl e della Lega, tenendo al guinzaglio Monti e cercando di logorare il Pd. Tutto qui?
Di fatto i partiti, nessuno escluso, giocano a tamburello, preparandosi alla campagna elettorale. In attesa delle vacanze. Ma saranno poi gli elettori a dare a “lorsignori” il benservito.

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