sabato 30 giugno 2012

L'odissea di un profumo in mezzo alla burocrazia

Lanfranco Vaccari
RETROPENSIERI


Un'eau de parfum dimenticata in Usa diventa il simbolo di un Paese soffocato da un apparato assurdo e costoso.

di Lanfranco Vaccari

Al duty free di Parigi ho comprato due bottigliette di eau de parfum per mia figlia. Le ho dimenticate in albergo a San Francisco. Così ho chimato l’hotel, che si è messo in contatto con FedEx e ha organizzato la spedizione in Italia (avrei naturalmente speso meno se fossi andato in una qualsiasi profumeria di Milano e le avessi ricomprate, ma questo è un altro discorso).
Dopo qualche giorno, ho ricevuto una telefonata dal broker monomandatario di FedEx a Malpensa, quello che si occupa di sbrigare le questioni burocratiche.
UN NULLA OSTA DA 40 EURO. Mi hanno detto che, in base alla legge italiana, l’eau de parfum non poteva essere consegnata senza il nulla osta dell’Ufficio Sanità, operazione che costa 40 euro, dal momento che proviene da un Paese extra Ue. Ho fatto presente che l’ho acquistata all'aeroporto Charles De Gaulle ed è ancora nel sacchetto di plastica del duty free, che è per uso personale, che se me la fossi portata in valigia nessuno mi avrebbe detto niente, che si tratta di una quantità largamente inferiore al massimo consentito (quattro “colli”, per adattarmi al gergo in uso).
Mi hanno risposto che è stata spedita dagli Stati Uniti, «a conoscenza un Paese fuori dell’Europa», e che la disposizione vale per tutti i prodotti di profumeria che vengono a contatto con il corpo e per gli integratori alimentari: così, se voglio ritirare l’eau de parfum, che rientra nella prima categoria, devo pagare «la tariffa stabilita dall’Ufficio Sanità».
Ho risposto che la toiletterie e gli integratori sono due cose diverse e che mi sembrava una legge demenziale. E loro: «Non possiamo farci niente».

Il broker monomandatario e la rendita puramente parassitaria

Così ho chiamato l’Ufficio Sanità. Il funzionario, senza essere sollecitato, ha concordato sull’assurdità della disposizione, aggiungendo un particolare interessante: il loro nulla osta è gratuito, è il broker monomandatario che stabilisce la tariffa per la sua intermediazione.
Si tratta dunque di una rendita puramente parassitaria, un taglieggiamento applicato in maniera indiscriminata: perché (sul piano del semplice buon senso) un conto è se sono un’azienda che importa tre quintali di deodorante, un altro se sono un privato che acquista due flaconi per evitare che gli maleodorino le ascelle.
Il funzionario dell’Ufficio Sanità mi ha detto che potevo avere il nulla osta andando alla Dogana e compilando il modulo, che poi doveva essere consegnato a loro. Sono andato a Malpensa Cargo City (a questo punto, con i soldi che mi stava costando la faccenda, avrei potuto comprare su eBay lo Chanel n.5 di Marilyn ma, ancora una volta, è un altro discorso), edificio C.
LO SCONCERTO DEI FUNZIONARI. Sono salito al secondo piano, dove stanno gli uffici della Dogana, entrando in un ufficio a caso. Ho trovato due funzionari gentilissimi che dopo aver ascoltato la storia hanno scosso la testa: «Non ha senso». E mi hanno dato una mano per recuperare il modulo.
All’Ufficio Sanità, al quarto piano, c'era il medico di turno, anche lui di squisita gentilezza, che ha avuto una reazione desolata: non si capacitava di come una norma potesse venir applicata in modo tanto ottuso e indiscriminato. Ha messo il timbro e apposto la firma (ho scoperto qui che il broker monomandatario ha gli uffici proprio di fronte, sul lato destro del corridoio: d'altronde, 40 euro per fare due passi sono una tariffa adeguata a una rendita parassitaria...). Ho riportato il modulo alla Dogana. Il funzionario mi ha detto che si occuperà lui di far avere la documentazione a FedEx per portare a termine la consegna, cosa che effettivamente è avvenuta 36 ore dopo.

L'Italia: uno Stato etico  che si pone come arbitro assoluto del bene e del male

Questa storiella minima è un interessante spaccato di come un’amministrazione borbonica soffochi l’Italia e gli impedisca di diventare un Paese moderno. Chiacchierando con i funzionari della Dogana e il medico di turno dell’Ufficio Sanità, sono entrato nella ratio della legge. Si parte da due flaconi di eau de parfum ma si arriva molto lontano.
LIBERALE O ASSOLUTISTA. Ci sono due possibili concezioni del ruolo dello Stato. Una è liberale e fa capo a John Stuart Mill, il filosofo britannico vissuto nell’800. Mill sosteneva che «su di sé, sul suo corpo e sulla sua mente, l’individuo è sovrano»: lo Stato non ha il diritto di intervenire per impedire che uno si faccia del male, se questo non provoca danni al resto della società.
Per capirci: un individuo può decidere di scalare le montagne, fumare o andare in biciletta in città; i suoi comportamenti preoccupano le compagnie di assicurazione e le mamme, ma sono giustamente tollerati dallo Stato.
Naturalmente ci sono alcuni gruppi sociali che hanno bisogno di una qualche forma di protezione (i bambini e i diversi tipi di tossicodipendenti, dalla cocaina all’alcool), ma quello che i governi devono fare è soprattutto educazione sanitaria.
L’altra concezione è assolutista: nasce con Thomas Hobbes, un altro filosofo britannico, vissuto nel 600, e viene perfezionata poi da Georg Wilhelm Friedrich Hegel, un filosofo tedesco vissuto fra il 700 e l'800. Il loro pensiero sta alla base delle grandi dottrine totalitarie, il comunismo e il fascismo: lo Stato si pone come fine supremo e arbitro assoluto del bene e del male. L’Italia funziona secondo queste linee: è ancora in gran parte uno Stato etico.

L'ossessione da controllo e il ruolo di lobby e centri d'interesse

Lo Stato etico ha la pretesa, necessaria alla sua esistenza, di controllare tutto. Dunque è perfettamente logico che voglia anche il nulla osta per due flaconi di eau de parfum di evidente uso personale. Non ovunque. In Europa è così: l’Olanda, per fare un esempio, è molto più liberale; per uso personale puoi importare qualsiasi cosa, salvo che se scoprono che è illegale finisci in galera. Vale anche in altri settori. In Francia, crostacei e molluschi vengono venduti per strada senza particolari permessi; in Italia bisogna ottemperare a un’infinità di disposizioni previste dalle Asl. Il risultato è che il tasso dell’epatite a in Francia è molto inferiore rispetto a noi.
APPARATO COSTOSO. L’ossessione da controllo costa molto, in termini di apparato e di denaro, e produce risultati discutibili. «Il costo per lo Stato etico si può anche sostenere in alcuni casi», mi ha detto il medico di turno all’Ufficio Sanità di Malpensa, «ma questo è un Paese di azzeccagarbugli, dove un esercito di avvocati, commercialisti e notai si mette immediatamente al lavoro per trovare espedienti che aggirino qualsiasi disposizione legislativa. È un battaglia infinita e, dal punto di vista economico, perdente».
È lo stesso meccanismo per cui, se uno vuole avviare un’attività, deve passare sotto un’infinita sequela di forche caudine che possono anche fargli perdere anni. Mentre, in Paesi più liberali, si fa in sei settimane, sei giorni o addirittura sei ore. Ma smantellare lo Stato etico è un’impresa titanica. Vuol dire combattere potenti centri d’interesse, lobby corporative e gente che si è assicurata rendite parassitarie come il broker monomandatario di FedEx.

Sabato, 30 Giugno 2012

www.lettera43.it

 

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