Cuneo fiscale, Istat: saranno le famiglie più ricche a beneficiarne. Bankitalia: taglio non elevato

Le polemiche sulla legge di stabilità sono destinate ad aumentare. Sono infatti le famiglie più ricche a beneficiare di più degli sconti sul cuneo fiscale, perché hanno più occupati. A rilevarlo è l'Istat nell'audizione in Senato sulla Legge di Stabilità. ''Dato il maggior numero di occupati per famiglia - spiega - sono le famiglie dei due quinti più alti a trarre maggiori vantaggi monetari in valore assoluto. Su un totale di 12 milioni e 230 mila famiglie beneficiarie stimate, la metà appartiene ai due quinti più alti. Sono soprattutto le coppie con figli a beneficiare del provvedimento, in particolare se sono presenti due o più occupati. In base alla stima, più del 70 per cento di queste famiglie (circa 6 milioni e 700 mila) gode infatti di una riduzione d'imposta".
Sconto di imposta medio di 116 euro - Lo sconto di imposta medio stimato, per il taglio del cuneo fiscale, è pari a 116 euro annui per beneficiario su scala nazionale ed è maggiore della media per i lavoratori e i collaboratori che appartengono ai primi 3 quinti della distribuzione dei redditi che comprendono famiglie con redditi medio bassi e medi.
Raddoppiato il numero dei poveri - Questo in un contesto in cui, sempre stando all'ente statistico, la recessione ha determinato ''gravi conseguenze'' sull'intensità del disagio economico: dal 2007 al 2012 il numero di individui in povertà assoluta è raddoppiato da 2,4 a 4,8 milioni. Quasi la metà (2,3 milioni) sono al Sud e di questi poco più di 1 milione sono minori. Aumentano le famiglie che comprano meno: il 65%.
Bankitalia: la dimensione dell'intervento non è elevata - Sulla legge di stabilità si pronuncia anche Bankitalia. La riduzione del cuneo fiscale, che è elevato nel confronto internazionale, risponde all'esigenza di privilegiare il lavoro e la produzione. ''La dimensione dell'intervento non è elevata e riflette i limitati margini di manovra disponibili e la scelta di intervenire anche in altri ambiti''. Quanto all’intervento sulla tassazione immobiliare questo ''è suscettibile di miglioramenti per alcuni aspetti'', rileva Bankitalia che parla per le norme attuali di scelte ''coerenti con i principi del federalismo fiscale''. Ad avviso di Bankitalia ''la tassazione immobiliare risulta assai 'visibile' agli elettori che possono tenerne conto al momento del voto o quando scelgono dove risiedere''.
Basta a riassorbire il fiscal drag - Il risparmio medio di 100 euro che arriva dal taglio del cuneo fiscale basta comunque a riassorbire il 'fiscal drag' - mette in evidenza Bankitalia - La misura dell'intervento è tale da compensare quasi del tutto l'aggravio automatico di imposta, valutabile in circa 2 miliardi, derivante dall'operare del drenaggio fiscale nel 2013".
Contenimento della spesa corrente - Per scongiurare ulteriori aumenti del carico fiscale, ovvero l'intervento della clausola sulle detrazioni e le aliquote, ''non vi è alternativa ad un'azione più intensa per il contenimento della spesa corrente'', sottolinea Bankitalia ricordando la scelta di rafforzare i poteri di Carlo Cottarelli, commissario alla spending review.
Semplificare le scadenze della Trise - Invece l'assenza di detrazioni ''nella struttura di base'' della Tasi con la possibilità per i Comuni ''di applicare riduzioni che tengano conto della capacità contributiva familiare potrebbe creare significative differenze di trattamento sul territorio nazionale'', sostiene Bankitalia. Bisognerebbe inoltre ''semplificare'' le scadenze della Trise, nessuna della quali corrisponde a quelle dell'Imu.
Dopo il 2014 crescita più elevata - Dopo il 2014 ''la crescita attesa è più elevata di quella indicata nel Def e delle previsioni disponibili. Essa presuppone il pieno dispiegarsi degli effetti delle riforme strutturali i cui tempi sono incerti''.
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