domenica 3 giugno 2012

L’Italia investirà 160 miliardi per le Rinnovabili, lavoratori del settore i meno esposti alla crisi

Di Roberto Cicchetti

 Rinnovabili termiche, benefici per 90 miliardi al 2030

"L'Italia ha preso l'impegno con l'Europa per le rinnovabili e l'impegno è superare la quota del 20%, data la nostra dipendenza dal gas abbiamo pensato di liberalizzare il mercato, e favorire lo sviluppo delle green economy nelle nostre aziende", ha spiegato il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera al Festival dell'economia di Trento, aggiungendo che "oggi mettiamo a disposizione circa 160 miliardi spostandoci però su filiere italiane e legate all'agricoltura; ecco perché nei prossimi provvedimenti troverete segni di accelerazione sia per le imprese che per i privati per le agevolazioni riguardanti il risparmio energetico".

In questo quadro, investitori nazionali ed esteri attendono l'esito della discussione politica sull'emanazione del quinto conto energia, attualmente in discussione in Parlamento. Continua ad essere presente il rischio che "le agevolazioni" vadano in fumo per la volontà di tagliare drasticamente le tariffe di rimborso per i piccoli impianti sotto i 3 kw, deprimendo uno dei pochi comparti produttivi che, nonostante la crisi, investe nell'ammodernamento e nella ricerca. Molte associazioni si sono mobilitate contro il Governo accusato di introdurre una eccessiva burocratizzazione per questi piccoli impianti per cui diventerà necessaria l'iscrizione al registro tenuto dal Gestore dei Servizi Elettrici.

Nonostante questo un recente studio economico ha rivelato che le rinnovabili impattano sul PIL italiano per quasi 10 punti percentuali, con cifre intorno ai 40 miliardi di euro potenziali, tra incassi in favore del fisco, tassazione indiretta ed incremento dei consumi.
Inoltre la green economy produce il maggior numero di dipendenti a tempo indeterminato, impiegando per la maggior parte giovani under 35. I dati dell'Inps poi affermano che, proprio in questo settore, il ricorso alla cassa integrazione o l'accesso a prestazioni per il sostegno del reddito, fa segnare percentuali che rasentano lo zero.
Non rimane che sperare che l'Italia riesca a raggiungere un'autosufficienza energetica slegandosi sempre più dalle oscillazioni del greggio, magari seguendo i passi della Germania sempre più vicina a questo traguardo.

it.ibtimes.com

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