T reviso, 4 giu. - Equitalia avvia le procedure per escutere la fideiussione bancaria ad un artigiano senza alcuna comunicazione preventiva per una rata "fantasma" non pagata. E' accaduto ad un imprenditore, titolare di un'azienda manifatturiera con una decina di dipendenti nel trevigiano. A denunciarlo la Cna della provincia veneta, secondo cui l'artigiano, al termine di un processo di rateizzazione di un debito di 50mila euro, durato 4 anni, ha scoperto casualmente che Equitalia aveva chiesto l'escussione della polizza bancaria per un'ultima rata non pagata. Si trattava di un importo di 1800 euro per le spese dell'agenzia di riscossione non inserito nella rateizzazione concessa dall'Agenzia delle Entrate, che l'artigiano non sapeva di dover pagare perche' nessuna comunicazione in merito gli era arrivata. "Secondo Equitalia il nostro assistito avrebbe dovuto informarsi lui se la sua posizione con l'Agenzia delle Entrate fosse chiusa - spiega Alfonso Lorenzetto, presidente provinciale della Cna - Noi invece pensiamo l'esatto contrario: che un fisco davvero "amico" e' un fisco che dialoga con il contribuente, presumendone la buona fede, ed e' scevro da atteggiamenti punitivi. E' del tutto evidente che, dopo aver pagato 950 euro al mese per 4 anni, senza ritardare la scadenza nemmeno di un giorno, l'artigiano non avrebbe avuto nessun problema a chiudere le sue pendenze con il fisco versando l'ultimo debito che, nel frattempo, per via di interessi e spese, era lievitato a 3800 euro".
"Appena lo abbiamo saputo sottolineano al Cna - lo abbiamo consigliato di versarli immediatamente. Equitalia, pero', aveva gia' dato avvio alle procedure di pignoramento della polizza bancaria, senza preavviso alcuno. Procedura che siamo per fortuna riusciti a bloccare". Per la Cna, inoltre, la mancanza di comunicazioni preventive e' "figlia di una mentalita' da esattoria borbonica" ed e' costata all'artigiano "2mila euro in piu' di interessi e spese, a cui rischiavano di aggiungersi i costi di escussione della polizia. Soldi che non e' stato possibile investire nell'azienda". "Equitalia puo' aprire tutti gli sportelli amici che vuole, ma alla base deve esserci un cambio di mentalita' - conclude Lorenzetto - L'impresa e' un bene sociale perche' produce reddito e da' lavoro. I debitori con il fisco non vanno trattati come evasori ma come contribuenti in difficolta': comprensibile che ce ne siano in questa situazione di durissima situazione economica. Pagare le tasse allo Stato e' un dovere ma non deve diventare una vessazione, l'esercizio di un abuso di potere da parte dell'Amministrazione finanziaria". (AGI) .
http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201206041540-ipp-rt10167-fisco_non_paga_rata_fantasma_equitalia_avvia_pignoramento
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