lunedì 4 giugno 2012

Domenica 3 giugno 2012, litorale di Ostia

Andiamo al mare, è domenica, c'è il sole. Squarciano il ritmo delle onde i boati dei velivoli. La gente si ferma attonita, indica, sorride, addita le evoluzioni ai piccini che riproducono lo stupore dei grandi. L'orizzonte è infranto dalle scie, dal rombo assordante che chiude lo stomaco. Possibile - mi chiedo - che nessuno li veda per quello che sono? Costosissime, scintillanti, affascinanti si, ma armi, armi per uccidere, per colpire da lontano senza guardare. Non importa chi tu sia, quanto tempo tu abbia dedicato a crescere, nello spirito e nel corpo, non importa quanto tu sia abile. Qualcuno spinge un pulsante e sei cenere. Ecco lo spettacolo degno dell'orgasmo di un futurista, aerei elicotteri volano bruciano l'aria e il suono e tutti come statue naif a guardare estasiati impedendomi di camminare, di ascoltare gli uccelli fuggiti tra le fronde a cercar riparo, e io con loro a nascondermi dal ruggito delle bestie metalliche senz'anima, uomini imbevuti di guerra alla guida, che mostrano il potere del sistema dei guardiani. Noi li abbiamo pagati col sudore e col dolore, le tasse, le imposte, le percentuali, le ritenute. Facciamo la fila alla posta e in ospedale protestando, ma davanti ai mostri metallici restiamo accalcati col naso all'insù senza protestare, pressati corpo a corpo come tonni alla mattanza cerebrale. Nessuno che pensi a quanto costi semplicemente decollare e - decollati - a cosa servano quei costosi gingilli. La morte, la guerra e la divisa da che mondo è mondo hanno sempre affascinato, ma almeno un tempo bisognava guardarle negli occhi, la guerra e la morte, per scoprire che sotto la celata c'era un uomo, un me, un te, un noi, che un potere più forte di noi aveva messo l'uno contro l'altro. Terrorizzato, che tu un giorno sentendo lo stesso frastuono possa correre fuori felice a guardare e scoprire col sorriso strozzato che la caccia è cominciata e la volpe sei tu.
 
MM

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