Andiamo al mare, è domenica, c'è il sole. Squarciano il ritmo delle onde i
boati dei velivoli. La gente si ferma attonita, indica, sorride, addita le
evoluzioni ai piccini che riproducono lo stupore dei grandi. L'orizzonte è
infranto dalle scie, dal rombo assordante che chiude lo stomaco. Possibile - mi
chiedo - che nessuno li veda per quello che sono? Costosissime, scintillanti,
affascinanti si, ma armi, armi per uccidere, per colpire da lontano senza
guardare. Non importa chi tu sia, quanto tempo tu abbia dedicato a crescere,
nello spirito e nel corpo, non importa quanto tu sia abile. Qualcuno spinge un
pulsante e sei cenere. Ecco lo spettacolo degno dell'orgasmo di un futurista,
aerei elicotteri volano bruciano l'aria e il suono e tutti come statue naif a
guardare estasiati impedendomi di camminare, di ascoltare gli uccelli fuggiti
tra le fronde a cercar riparo, e io con loro a nascondermi dal ruggito delle
bestie metalliche senz'anima, uomini imbevuti di guerra alla guida, che mostrano
il potere del sistema dei guardiani. Noi li abbiamo pagati col sudore e col
dolore, le tasse, le imposte, le percentuali, le ritenute. Facciamo la fila alla
posta e in ospedale protestando, ma davanti ai mostri metallici restiamo
accalcati col naso all'insù senza protestare, pressati corpo a corpo come tonni
alla mattanza cerebrale. Nessuno che pensi a quanto costi semplicemente
decollare e - decollati - a cosa servano quei costosi gingilli. La morte, la
guerra e la divisa da che mondo è mondo hanno sempre affascinato, ma almeno un
tempo bisognava guardarle negli occhi, la guerra e la morte, per scoprire che
sotto la celata c'era un uomo, un me, un te, un noi, che un potere più forte di
noi aveva messo l'uno contro l'altro. Terrorizzato, che tu un giorno sentendo lo
stesso frastuono possa correre fuori felice a guardare e scoprire col sorriso
strozzato che la caccia è cominciata e la volpe sei tu.
MM
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