Il titolo attorno alla vita di un wrestler, oggi, assume sempre più una importanza relativa, soprattutto perché in una promotion il numero di cinture diventa sempre più alto, diminuendone lo spessore e lo status.
Ma negli anni 80 e 90 non era affatto così.
Ad esempio, diventare campione "intercontinentale" della World Wrestling Federation significava essere ad un passo dal diventare l'uomo di punta della federazione. Uomini di grande prestigio e tecnica avevano vestito quella cintura: Tito Santana, Greg "The Hammer" Valentine, Macho Man Randy Savage, Ricky "The Dragon" Steamboat... e poi lui.
The Honky Tonk Man.
Come un fulmine a ciel sereno, il 13 Giugno 1987, durante un episodio di "WWF Superstars", il sosia di Elvis Presley riuscì incredibilmente a battere il super favorito del pubblico proprio per il titolo Intercontinentale, per poi tenerlo la bellezza di ben 454 giorni, un record battuto solo in tempi recenti dal "Ring General" Gunther.
Ma cosa aveva portato un wrestler giudicato da molti abbastanza mediocre a tenere attorno alla vita il titolo per così tanto tempo?
Semplice, Honky Tonk Man era un "cattivo" naturale e la sua innata abilità di farsi odiare ne faceva un "heel" perfetto durante la "gimmick era" della WWF.
Basti pensare che Wayne Ferris, cugino di Jerry "The King" Lawler, arrivò nella promotion interprentando quel personaggio con l'idea di diventare un beniamino del pubblico... ma era obiettivamente difficile avere un briciolo di empatia per un personaggio che naturalmente portava ad essere disprezzato.
Honky non sapeva ballare come Elvis, non sapeva suonare come Elvis, e certamente non sapeva cantare come il Re del rock 'n' roll ed il pubblico, francamente, non riusciva proprio a farsi piacere un tizio così!
A quel punto, da eccezionale uomo d'affari qual era, Vince McMahon capì lo sbaglio alla base della gimmick e rigirò la cosa a suo favore. In breve, grazie anche all'alleanza con il manager "Mouth of the South" Jimmy Hart, divenne una delle personalità più schernite ed odiate della federazione.
"Le persone, quando mi vedono alle convention, mi dicono "oh, mio Dio, quanto desideravo che qualcuno, chiunque fosse, ti menasse... perché ti odiavo!" - e prendo questo come un complimento!"
Effettivamente, non importava chi fosse l'avversario di Honky, l'importante è che avesse la sua opportunità di fargli chiudere quella maledetta boccaccia e rimandarlo a casa con le pive nel sacco.
Per questo, quando Steamboat chiese un periodo di riposo e qualcuno a cui cedere il titolo, sotto suggerimento di Hulk Hogan che ne aveva capito le potenzialità, McMahon decise di rincarare la dose dando il titolo all'impersonatore di Elvis.
E la scelta non poteva essere delle migliori.
Honky Tonk Man non vinceva praticamente mai: ogni match finiva in squalifica, conteggio fuori dal ring o una palese scorrettezza da parte sua o del suo manager che riusciva a farlo uscire dal quadrato con ancora l'oro addosso.
La sua rivalità con Brutus "The Barber" Beefcake era centrata su un solo obiettivo: tagliare via con le forbicione di Brutus quell'odioso ciuffo che teneva in testa!
"Contrariamente a quanto si pensa, non sono mai stato contrario alla cosa, anzi. Pensate a questo scenario: Beefcake vince il titolo, mi taglia i capelli e per settimane, in cerca di rivincita, mi presento sul ring con una buffa ed enorme parrucca in stile "Elvis"... avrebbe fatto impazzire il pubblico! Ma Vince non voleva darmi dei soldi extra per sacrificare la mia chioma ed io ho sempre detto allora "no signore". Nella quarta edizione di WrestleMania, Hogan avrà guadagnato 5/6 milioni di dollari (forse una cifra un tantinello esagerata - n.d.M.Z.) ed io e Brutus 7/8.000 dollari..."
Ma come ogni storia, anche questa ebbe una fine, altrettanto clamorosa.
Vince avvicinò Ferris nel backstage durante l'estate del 1988. Aveva in mente di lanciare un nuovo personaggio, che avrebbe rivoluzionato il mondo del wrestling: Ultimate Warrior.
Honky chiese consigli ad Hercules, con cui Warrior aveva lavorato negli show di serie B tempo prima, chiedendogli come era lavorare con lui.
"Lascia stare, preparati a soffrire... perché quel ragazzo colpisce molto duro. Non aspettarti grandi cose, vi picchierete fino allo sfinimento".
Seppur impaurito da quell'avviso, Honky decise comunque di seguire la linea del capo e, parlandone con il diretto interessato e con il boss, ebbe un'idea.
"Nessuno paga un biglietto al Madison Square Garden per vedere un incontro di 20 minuti di Ultimate Warrior. Deve entrare come una locomotiva, fare un match di pochi minuti - Bam! Bam! Bam! - vince, alza il titolo e torna a casa... la folla andrà in delirio".
E se ancora oggi quel momento di SummerSlam 1988 è ancora negli annali della storia del wrestling, beh, forse quel ridicolo impersonatore di Elvis Presley ci aveva visto lungo!
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