domenica 12 aprile 2026

La Melona ha già chiamato e chiesto scusa a Netanyahu?

 


Israele ha appena commesso l’ennesimo grave atto di guerra.  


Carri armati dell’esercito israeliano hanno deliberatamente speronato dei veicoli dell’Unifil appartenenti all’Italia. Per fortuna senza feriti, ma - secondo l’Unifil - con “danni significativi”.


È accaduto poco fa in Libano, dove Netanyahu continua a bombardare impunemente e a colpire chiunque si frapponga, comprese forze Onu e di pace.


Hanno prima bloccato una strada utilizzata dall’Unifil e poi hanno attaccato volontariamente. Nessun errore, nessun caso, nessun incidente.


È la seconda volta che accade nel giro di pochi giorni a conferma del fatto che Israele non si ferma davanti a nulla, figuriamoci di fronte alle pallide proteste di Crosetto, Tajani e del governo italiano.


Non so cosa debba accadere ancora prima che il governo Meloni esprima parole di netta e ferma condanna nei confronti di Israele, invece di qualche sterile balbettio.


Deve scapparci il morto perché abbiano il coraggio di denunciare la follia criminale di quest’uomo?


È vergognoso che soldati italiani ed europei in missione di pace rischino la vita per le azioni di un Paese che Roma continua a considerare un alleato strategico.


Prendete esempio da Sánchez, che ha denunciato senza e senza ma le violazioni molteplici di Israele, finendo per diventare un nemico giurato di Netanyahu.


Oggi essere nella lista nera di uno così è una medaglia al valore civile e umano.


Vorremmo tanto poterlo dire di Giorgia Meloni.

Lorenzo Tosa 

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