Israele ha appena commesso l’ennesimo grave atto di guerra.
Carri armati dell’esercito israeliano hanno deliberatamente speronato dei veicoli dell’Unifil appartenenti all’Italia. Per fortuna senza feriti, ma - secondo l’Unifil - con “danni significativi”.
È accaduto poco fa in Libano, dove Netanyahu continua a bombardare impunemente e a colpire chiunque si frapponga, comprese forze Onu e di pace.
Hanno prima bloccato una strada utilizzata dall’Unifil e poi hanno attaccato volontariamente. Nessun errore, nessun caso, nessun incidente.
È la seconda volta che accade nel giro di pochi giorni a conferma del fatto che Israele non si ferma davanti a nulla, figuriamoci di fronte alle pallide proteste di Crosetto, Tajani e del governo italiano.
Non so cosa debba accadere ancora prima che il governo Meloni esprima parole di netta e ferma condanna nei confronti di Israele, invece di qualche sterile balbettio.
Deve scapparci il morto perché abbiano il coraggio di denunciare la follia criminale di quest’uomo?
È vergognoso che soldati italiani ed europei in missione di pace rischino la vita per le azioni di un Paese che Roma continua a considerare un alleato strategico.
Prendete esempio da Sánchez, che ha denunciato senza e senza ma le violazioni molteplici di Israele, finendo per diventare un nemico giurato di Netanyahu.
Oggi essere nella lista nera di uno così è una medaglia al valore civile e umano.
Vorremmo tanto poterlo dire di Giorgia Meloni.
Lorenzo Tosa

Nessun commento:
Posta un commento