giovedì 30 aprile 2026

Sara Gastaldello morta in 15 giorni a 39 anni, quattro mesi dopo la nascita della sua piccola. Si era appena sposata in ospedale

 


Martedì Sara Gastaldello si è spenta a soli 39 anni, a causa di un tumore scoperto appena quindici giorni fa

 
Sara Gastaldello morta in 15 giorni a 39 anni, quattro mesi dopo la nascita della sua piccola. Si era appena sposata in ospedale

di Leonardo Sernagiotto

La malattia se l’è portata via all’improvviso, quattro mesi dopo la gioia per la nascita della piccola Agnese. Martedì Sara Gastaldello si è spenta a soli 39 anni, a causa di un tumore scoperto appena quindici giorni fa, lasciando un grande vuoto nella sua famiglia e nella comunità di Salvatronda (Treviso), dove viveva con il marito Matteo. Una coppia solida, insieme da 19 anni, che si è sposata sabato 25 aprile, pochissimi giorni prima del tragico epilogo: «È l'ultimo momento in cui Sara ha avuto lucidità. Abbiamo celebrato il matrimonio "in fin di vita". Ringrazio tutti quelli che hanno reso possibile questo ultimo, bellissimo momento: dal personale del Comune di Castelfranco a don Andrea, fino ai nostri amici che ci hanno fatto da testimoni».

L’ADDIO

I funerali si terranno sabato 2 maggio, alle 10, nella chiesa parrocchiale di Salvatronda, dove questa sera sarà recitato il rosario. Sara era originaria di Rossano Veneto, nel Vicentino, e la sua famiglia (il nonno e il prozio) aveva rilevato il marchio di biciclette Wilier Triestina. Matteo, suo coetaneo, è invece originario di Istrana: «Nonostante fossimo di paesi diversi, siamo stati battezzati lo stesso giorno. Forse era un segno del destino». La coppia aveva scelto la frazione di Castelfranco soprattutto per la comodità nel raggiungere i rispettivi luoghi di lavoro: Sara era funzionaria della direzione sanitaria della Regione del Veneto, mentre Matteo lavora come impiegato all’ufficio patrimonio del Comune di Asolo. «Avevamo inizialmente preso un appartamento in affitto, vicino alla chiesa. Abbiamo visto un bel paese, vivo, con il suo asilo. Abbiamo apprezzato anche don Andrea, perché si vedeva che ci teneva a fare comunità». I due si erano poi trasferiti, nel marzo dello scorso anno, nella nuova casa che stavano ultimando di sistemare e dove, il 16 dicembre scorso, avevano festeggiato la nascita di Agnese. Purtroppo il destino non ha permesso a Sara di vedere crescere la figlia. A quattro mesi dal parto, la scoperta, del tutto casuale, di un tumore asintomatico.

LA DIAGNOSI

«Un giorno la sua estetista aveva notato un gonfiore sospetto, ma nessuno ci aveva dato peso, perché Sara non aveva dolori. 

Mercoledì 15 aprile, dopo un esame delle urine, veniamo chiamati d’urgenza all’ospedale di Montebelluna. Dopo l’ecografia, ci hanno consigliato di andare a Castelfranco, senza però dirci nulla. Lì siamo stati accolti in codice bianco: Sara è stata poi ricoverata in oncologia, con la motivazione che c’era una stanza libera. Il giorno dopo ci hanno convocato dicendoci che aveva un tumore al fegato e alle ossa. Da lì è stato un rapido declino, con una situazione peggiorata drasticamente, nonostante i medici abbiano fatto tutto il possibile».

IL DECORSO

«È stato tutto velocissimo – prosegue Matteo – neanche il tempo di rendersene conto. Inizialmente avevamo parlato, consapevoli che un tumore potesse essere un percorso lungo e tortuoso. Le avevo comprato anche dei quaderni, perché potesse iniziare a scrivere i propri pensieri e lasciare un messaggio per la bambina. Sara era una persona estremamente sensibile. Purtroppo non c’è stato tempo». Ora il pensiero va alla piccola Agnese. «Ci sono la nonna e le zie che mi aiutano con la bambina. Nella sfortuna, almeno lei non si sta accorgendo della mancanza della mamma».

IL CORDOGLIO

A esprimere il cordoglio di una comunità attonita è don Andrea Caratozzolo, parroco di Salvatronda: «Sara e Matteo hanno affrontato la malattia con forza e coraggio. Hanno scelto di vivere qui a Salvatronda perché hanno visto una bella comunità. Cercheremo di continuare in questo senso e di stare vicino ad Agnese e al suo papà». Sabato tutta la comunità si stringerà attorno a Matteo e alla piccola Agnese per dare l’ultimo abbraccio a mamma Sara. «Essere stati amati, desiderati, curati - è il messaggio nell’epigrafe con la foto di sara e la sua piccola - consente di contrastare l’angoscia di essere stati chiamati a nascere e alla fine morire». 

https://www.leggo.it/italia/cronache/30_aprile_2026_sara_gastaldello_mamma_morta_tumore_dopo_nata_figlia_matrimonio_ospedale-9504706.html 

 

 

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