Stato-mafia. Lo strano ritrovamento di Marra, che prima depone e dopo ricorda
E' Donato Marra, il segretario generale della Presidenza della Repubblica, che, dopo essere stato ascoltato dai giudici nell'ambito del processo sulla trattativa Stato-mafia, invia alla Corte due lettere riguardanti la vicenda che aveva visto protagonista l'ex ministro Mancino e le sue lamentele. Tali lettere, scrive Marra, "dimostrano la correttezza del mio comportamento – scrive Marra – non ci sono stati interventi o pressioni sulla procura generale".
Nello specifico, dopo aver ricevuto le lamentele di Mancino per l'inchiesta sulla trattativa, il segretario aveva inviato una lettera al Pg della Cassazione per inoltrargli proprio una missiva dell'ex ministro, in cui si sollecitava un maggiore coordinamento tra le diverse procure. Quello che Marra non aveva raccontato è che l'11 aprile successivo ricevette una prima risposta dall'allora pg,Esposito. A giugno, poi, una nuova risposta, da parte del procuratore Cianiche, nel frattempo, aveva avuto un incontro con il procuratore nazionale antimafia Grasso.
"Dopo l'invio da parte mia della lettera al Procuratore generale pro-tempore della Corte di Cassazione, non vi sono state in alcuna forma né da me né da altro ufficio del Quirinale ulteriori interventi né tanto meno pressioni o anche solo sollecitazioni nei confronti della Procura generale", ha scritto Marra, spiegando il suo ritrovamento delle risposte all'interno degli archivi del Quirinale. "Di tali lettere, a suo tempo, mi sono limitato a prendere atto, trasmettendole immediatamente all'ufficio per gli Affari dell'amministrazione della giustizia, senza chiedere alcuna altra attività a conferma che, dopo l'invio da parte della mia lettera al Procuratore generale pro-tempore della Cassazione non vi sono state pressioni dal Quirinale". E aggiunge: "Nel rammaricarmi per non avere ricordato tali circostanze nel corso della mia deposizione, confido che dalle stesse possa trarsi ulteriore riprova della correttezza dell'iniziativa assunta con la lettera inviata alla Procura generale della Corte di Cassazione".
Un ritrovamento che, comunque, il procuratore Messineo giudica sospetto; "Sono più che perplesso sul comportamento di un teste che dopo aver deposto e detto di non sapere invia una lettera correttiva,accompagnandola da considerazioni non dico difensive ma esplicative", ha infatti commentato l'uomo.
http://www.articolotre.com/2014/07/stato-mafia-lo-strano-ritrovamento-di-marra-che-prima-depone-e-dopo-ricorda/
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