Si dice spesso che la tortura sia una barbarie medievale. È un modo assai comodo di scaricare sul passato le vergogne del presente. Nel 1764 Cesare Beccaria, nel suo Dei delitti e delle pene, denunciava la tortura come una crudeltà incompatibile con una giustizia razionale. Due secoli e mezzo dopo, nella Questura di Verona, qualcuno sembra aver dimenticato la lezione. E non si trattava di ottenere confessioni: si trattava, secondo la ricostruzione accolta dai giudici in primo grado, di infliggere sofferenza e umiliazione a persone già sottoposte al controllo della polizia.
Il 13 ottobre 2026 il Tribunale di Verona ha condannato in primo grado per tortura due agenti della Polizia di Stato: Alessandro Migliore a sei anni e sei mesi di reclusione e Loris Colpini a quattro anni e tre mesi.
I fatti risalgono al 2022 e si svolsero nella cosiddetta «sala Acquario», dove venivano trattenute persone fermate per accertamenti. Le vittime riconosciute nella sentenza sono Nicolae Daju e Mattia Tacchi.
È una condanna non definitiva, naturalmente: ma precisarlo non attenua di un millimetro la gravità dei fatti che il Tribunale ha ritenuto provati.
Nicolae Daju, cittadino romeno senza fissa dimora, fu portato in Questura il 14 ottobre 2022. Le immagini acquisite dagli investigatori mostrano un agente che lo conduce fuori dall'inquadratura e lo riporta trascinandolo per un piede, poi gli spruzza spray urticante sul volto mentre è a terra. In seguito, dopo che Daju aveva urinato nella stanza, un altro agente lo trascina sull'urina, usando il suo corpo come uno straccio.
Ecco a che cosa può ridursi la pretesa superiorità di chi indossa una divisa quando dimentica che quella divisa non conferisce un diritto di umiliare.
Per le violenze del 22 agosto 2022 contro Mattia Tacchi, nell'inchiesta figurano anche le intercettazioni di un agente che raccontava compiaciuto alla fidanzata di aver sferrato un colpo e mandato un uomo a terra, privo di sensi.
La brutalità è terribile; la soddisfazione con cui viene raccontata lo è, se possibile, ancora di più.
La storia della nostra Repubblica offre un criterio inequivocabile. Dal 1° gennaio 1948 l'articolo 13 della Costituzione prescrive: «È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà».
L'Italia ha ratificato nel 1988 la Convenzione ONU contro la tortura, eppure ha introdotto il delitto autonomo di tortura nel codice penale soltanto nel 2017, con la legge n. 110 e l'articolo 613-bis.
Nel frattempo, nel 2015, la Corte europea dei diritti dell'uomo aveva condannato l'Italia per i fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. I principi erano chiarissimi; assai meno sollecita era stata la loro traduzione in strumenti penali adeguati.
L'inchiesta veronese ha altri dodici agenti rinviati a giudizio in un procedimento distinto; quattro devono rispondere anche dell'accusa di tortura. Per tutti costoro le responsabilità restano da accertare. Ed è significativo che siano stati proprio investigatori della Squadra mobile a indagare sui colleghi: le istituzioni si difendono facendo emergere gli abusi, non coprendoli. Quanto alla situazione di servizio, occorre essere precisi: Migliore si era già dimesso dalla Polizia di Stato, mentre Colpini risultava ancora in servizio al momento della condanna.
Non è un attacco indiscriminato alla polizia. È la riaffermazione di una distinzione che le democrazie hanno conquistato faticosamente: la forza pubblica è legittima soltanto se resta subordinata alla legge. Quando un uomo in custodia viene maltrattato da chi dovrebbe garantirne l'incolumità, non siamo davanti a una semplice «sbavatura» dell'ordine pubblico. È lo Stato che, attraverso l'abuso del suo potere, tradisce la ragione stessa per cui esiste.
Nella «sala Acquario» non è stata infranta nessuna vetrina. È stata calpestata la dignità di esseri umani. E una Repubblica che si indigna più facilmente per il vetro infranto che per un uomo trattato come uno straccio ha un problema assai più serio del costo di una vetrina.
Rolando Dubini
FONTI
ANSA, 13 ottobre 2026: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/10/13/violenze-in-questura-a-verona-due-agenti-condannati-per-tortura_a10a3a64-a345-465e-9973-7e3ea690b243.html
RaiNews TGR Veneto, 13 ottobre 2026: https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2026/10/fu-tortura-condannati-in-primo-grado-i-due-agenti-per-le-violenze-in-questura-a-verona-ec460bfc-2d2a-4ad7-8417-7b9b324f2b45.html
Corriere del Veneto, 12 giugno 2024: https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/verona/cronaca/24_giugno_12/verona-le-torture-in-questura-a-processo-le-violenze-dei-due-poliziotti-sui-fermati-ecco-video-e-audio-7caf1ae6-6645-4020-a55c-3e2becfb5xlk.shtml
Costituzione, articolo 13: https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-i/titolo-i/articolo-13
Legge 14 luglio 2017, n. 110: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/07/18/17G00126/sg
Corte EDU, Cestaro c. Italia, 7 aprile 2015: https://www.giustizia.it/giustizia/en/mg_1_20_1.page?contentId=SDU1158721
Alessandro Barbero

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