Questi quattro ragazzi, che hanno appena lasciato la Questura dopo essere stati fermati e denunciati per i disordini milanesi dello scorso fine settimana, hanno dichiarato che torneranno a manifestare contro il carovita alzando il livello dello scontro.
Quando dei giovani che protestano ti dicono che non ce la fanno ad andare avanti, perché hanno fame, anche uno come me, che ha sempre avversato ogni forma di violenza da qualunque parte provenisse, è messo con le spalle al muro e costretto a schierarsi.
O noi comprendiamo, ma dobbiamo farlo ora, che con chi manifesta un disagio che ha evidentemente superato il livello di guardia dobbiamo dialogare, per evitare di imboccare una strada che sarà di non ritorno, oppure dobbiamo prepararci al peggio. Perché, di questo passo, andremo dritti verso una guerra civile.
Io sono un privilegiato cui non manca niente. Sono stato fin troppo fortunato, ed è anche per questo che mi batto da anni per chi fortuntato non lo è invece stato. Quando ne ho preso coscienza ho capito che, avendo avuto tanto dalla vita, era arrivato per me il momento della restituzione. Anche fossero solo giorni e giorni sottratti al mio tempo, al mio lavoro, ai miei impegni, ho capito che avrei dovuto fare qualcosa.
Quelli di cui sentirete le voci sono ragazzi di una generazione cui abbiamo rubato il futuro e spento ogni speranza di farcela. La violenza non porta da nessuna parte, va condannata e finisce solo per esacerbare gli animi, e per fornire un formidabile alibi alla repressione del dissenso, ma se resteremo sordi, se, come comunità civile, non faremo un passo indietro per cercare di capire cosa davvero sta avvenendo, per comprendere a fondo le ragioni di un disagio toccato in sorte a un'intera generazione, abbiamo perso tutti e non ce ne sarà più per nessuno.
"Voi tornerete in piazza?".
[...]
"Assolutamente sì. Non importano le conseguenze. Noi andiamo per fare del bene e per farci sentire".
"Perché dopo come siamo stati trattati noi stasera ancora di più, con la rabbia che [...]".
"[...] Secondo voi si alzerà lo scontro adesso?".
"Assolutamente sì".
[...]
"Finché le cose non cambiano saranno così o peggio [...]".
"Siamo stati trattati col pesce in faccia qua dentro [...] per una roba che... No, no. [...] Succederà il casino".
"Noi abbiamo fame, vogliamo svoltare la nostra vita e non riusciamo con le carte che abbiamo".
"Esatto".
"Lo Stato dovrebbe agevolarci, darci una mano, ma così non è, ed è per questo che scendiamo in piazza a fare casino".
[...]
"Quindi questa è la stessa protesta della Francia, [...] la stessa [...] che avviene in Albania, la stessa che avviene in tutta Europa?
"[...] Succederà più o meno in tutti gli Stati d'Europa perché la situazione [...] è in crisi".
Massimo Arcangeli
Nessun commento:
Posta un commento