mercoledì 21 ottobre 2026

I poliziotti che piacciono a Ignazio e a Robertina

 

Ormai non si parla più di accuse generiche. Il Tribunale di Verona ha condannato in primo grado due agenti per tortura: Alessandro Migliore, a sei anni e sei mesi di reclusione, e Loris Colpini, a quattro anni e tre mesi.

Le violenze si sono consumate nella cosiddetta «sala Acquario», la stanza della Questura di Verona in cui venivano trattenute le persone fermate. 

Tra i casi esaminati nel procedimento giudiziario c’è quello di Nicolae Daju, un uomo rumeno senza fissa dimora, che nell’ottobre del 2022 fu portato in Questura. Qui un agente lo trascinò fuori dalla visuale della telecamera e poi lo riportò nella stanza trascinandolo per un piede. Una volta a terra, gli spruzzò spray urticante sul volto, mentre l'uomo si dimenava per il dolore. Poi quando Daju gli chiese di poter andare in bagno, un agente gli avrebbe detto di farla lì, per poi “strofinare” il suo corpo sull’urina che aveva appena fatto. 

Un altro episodio riconosciuto nella sentenza riguarda il pestaggio Mattia Tacchi, avvenuto il 22 agosto 2022. Uno degli agenti intercettato raccontava la vicenda in questo modo alla fidanzata: «Amò, mi guarda, mi ero messo il guanto, ho caricato una stecca, amò, bam, lui chiude gli occhi, di sasso per terra è andato a finire, è rimasto là… È svenuto… Minchia che pigna che gli ho dato». 

Queste condanne arrivano al termine di una maxi-inchiesta che vede altri dodici agenti rinviati a giudizio in un procedimento distinto, quattro dei quali devono rispondere anche dell'accusa di tortura. Le loro responsabilità dovranno essere accertate nel processo.

Ma quanto già accertato in primo grado nel procedimento contro Migliore e Colpini, che fino ad ora sono stati tranquillamente in servizio, dovrebbe già bastare per farci capire molte cose.

Almeno, nessun vetrina è stata rotta nel corso dei reati compiuti dai due agenti.

Probabilmente è per questo che la notizia praticamente è passata in sordina, tanto che anche noi, molto attenti a questi temi, l’abbiamo vista sei giorni dopo.

Facebook 

Nessun commento:

Posta un commento