Nel luglio 1945, il presidente americano Harry Truman si ritrovò tra le mani un oggetto appartenuto a uno degli uomini più potenti della Germania nazista. Era lungo appena 41 centimetri, pesava oltre due chili ed era decorato con 640 diamanti. Cinque anni prima, Adolf Hitler lo aveva fatto realizzare in onore di Hermann Göring.
Ora il suo proprietario era prigioniero degli americani.
E quel simbolo di potere era diventato un trofeo di guerra.
La fotografia venne scattata alla Casa Bianca, nell'estate del 1945.
Accanto a Truman si trovava il generale Alexander Patch, comandante della Settima Armata statunitense, che aveva partecipato alla cattura di Göring.
Fu proprio Patch a mostrare al presidente lo straordinario bastone cerimoniale.
Il generale Lucian Truscott osservava la scena.
Per comprendere il significato di quell'oggetto bisogna tornare al 19 luglio 1940.
La Germania nazista aveva appena sconfitto la Francia.
Hitler era all'apice dei suoi successi militari e aveva organizzato una cerimonia a Berlino per premiare gli ufficiali che avevano contribuito alle vittorie tedesche.
Tra loro c'era Hermann Göring.
Veterano della Prima guerra mondiale, stretto collaboratore di Hitler e comandante della Luftwaffe, Göring occupava una posizione eccezionale all'interno del regime.
Non era soltanto un alto ufficiale.
Ricopriva incarichi di enorme responsabilità politica, militare ed economica.
Hitler decise di concedergli un grado che nessun altro comandante tedesco avrebbe ricevuto durante la guerra.
Reichsmarschall.
Maresciallo del Reich.
Era un titolo creato appositamente per collocarlo al di sopra degli altri marescialli delle forze armate.
E un grado tanto esclusivo doveva avere un simbolo altrettanto straordinario.
Nella tradizione militare tedesca, i marescialli ricevevano bastoni cerimoniali che rappresentavano visivamente la loro autorità.
Generalmente erano oggetti preziosi, ornati con velluto, metalli lavorati e simboli militari.
Ma quello destinato a Göring doveva distinguersi da tutti gli altri.
Il risultato fu un oggetto di lusso straordinario.
Il corpo centrale venne realizzato in avorio.
Lungo la superficie erano disposte quattro file di decorazioni, con venti aquile d'oro e venti croci di platino.
Alle estremità furono applicati elaborati elementi in oro, ornati con foglie di quercia, filigrane e dettagli in platino.
Tra le decorazioni erano incastonati 640 piccoli diamanti.
Anche l'aquila della Luftwaffe, presente su una delle estremità, era realizzata in platino e impreziosita da pietre preziose.
Due fasce recavano iscrizioni commemorative.
Una indicava che il bastone era un dono del Führer al maresciallo del Grande Reich tedesco.
L'altra riportava il nome di Hermann Göring e la data del conferimento del nuovo grado.
19 luglio 1940.
L'intero oggetto misurava circa 41 centimetri e pesava approssimativamente 2,3 chilogrammi.
Non era stato concepito per l'uso quotidiano.
Era un simbolo da mostrare durante le occasioni ufficiali.
Göring disponeva infatti anche di un bastone di servizio più adatto all'uso quotidiano, secondo una consuetudine diffusa tra gli alti comandanti tedeschi.
Ma il bastone tempestato di diamanti raccontava qualcosa di più del suo rango militare.
Raccontava il rapporto tra il potere nazista e l'ostentazione della ricchezza.
Mentre la Germania conduceva una guerra destinata a devastare interi Paesi, uno dei principali dirigenti del regime accumulava oggetti preziosi, opere d'arte e proprietà di enorme valore.
Göring fu anche uno dei protagonisti del saccheggio sistematico dei territori occupati.
Attraverso il proprio potere contribuì alla confisca di beni appartenenti soprattutto a famiglie ebree perseguitate dal nazismo.
Nella sua residenza di Carinhall riunì una vasta collezione di dipinti, sculture e oggetti d'arte, molti dei quali provenivano da requisizioni e spoliazioni.
Il lusso che lo circondava non può quindi essere separato dalle responsabilità che esercitava nel regime.
Poi la guerra cambiò direzione.
Le vittorie tedesche del 1940 lasciarono il posto a sconfitte sempre più gravi.
Le città della Germania vennero bombardate.
Gli eserciti alleati avanzarono da occidente, mentre le forze sovietiche si avvicinavano da oriente.
Nell'aprile 1945 Hitler morì nel suo bunker di Berlino.
Pochi giorni dopo, la Germania nazista si arrese.
Anche Hermann Göring venne catturato dalle forze americane.
Il 9 maggio 1945 venne preso in custodia dalla Settima Armata statunitense.
Tra gli oggetti che passarono in possesso dei vincitori c'era il suo prezioso bastone di maresciallo.
Lo stesso bastone che cinque anni prima aveva rappresentato l'apice della sua carriera.
Nell'estate del 1945 venne portato alla Casa Bianca.
E qui avvenne l'episodio immortalato dalla fotografia conservata oggi nelle collezioni del National WWII Museum.
Il generale Alexander Patch mostrò l'oggetto al presidente Harry Truman.
Il presidente lo esaminò da vicino.
La scena aveva un evidente significato storico.
Nel 1940 quel bastone era stato creato per celebrare la superiorità gerarchica di Göring all'interno della Germania nazista.
Nel 1945 si trovava nelle mani del presidente della nazione che aveva contribuito a sconfiggere quel regime.
I diamanti erano ancora al loro posto.
Le aquile d'oro non erano cambiate.
Le iscrizioni continuavano a ricordare il nome di Hitler e la data del conferimento.
Ma l'autorità che quell'oggetto rappresentava non esisteva più.
Göring, intanto, era detenuto e attendeva di essere processato.
Nel novembre 1945 cominciarono i processi di Norimberga, destinati a giudicare i principali dirigenti del nazismo per i crimini commessi durante la guerra.
Göring fu uno degli imputati più importanti.
Il 1° ottobre 1946, il tribunale lo riconobbe colpevole e lo condannò a morte.
Ma la sentenza non venne eseguita.
Il 15 ottobre, poche ore prima dell'esecuzione prevista, Göring morì suicida ingerendo cianuro nella propria cella.
Aveva 53 anni.
Il bastone, invece, rimase negli Stati Uniti.
Nel 1946, secondo la documentazione storica conservata a West Point, il valore intrinseco dei suoi materiali fu stimato in circa 30.000 dollari dell'epoca.
Una cifra considerevole, riferita soltanto al valore dei materiali preziosi utilizzati.
Oggi l'oggetto fa parte delle collezioni del West Point Museum, nello Stato di New York.
È conservato come testimonianza materiale della storia militare del Novecento.
E il suo significato è profondamente cambiato.
Non rappresenta più l'autorità di un maresciallo del Reich.
È diventato un reperto che permette di studiare il nazismo, la simbologia militare e il rapporto tra potere politico e propaganda.
C'è qualcosa di particolarmente significativo in questa vicenda.
Nel luglio 1940 Hitler aveva fatto realizzare un oggetto destinato a distinguere Göring da ogni altro ufficiale tedesco.
Per costruirlo erano stati utilizzati avorio, oro, platino e centinaia di diamanti.
Tutto era stato progettato per comunicare prestigio, superiorità e autorità.
Cinque anni dopo, quello stesso oggetto veniva esaminato dal presidente degli Stati Uniti, mentre il suo proprietario attendeva di essere processato per crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
La fotografia del 1945 racconta quindi molto più della curiosità di un presidente davanti a un manufatto prezioso.
Mostra quanto rapidamente possa cambiare il significato di un simbolo.
Il bastone è rimasto praticamente lo stesso.
Il regime che lo aveva creato è scomparso.
E oggi, a distanza di oltre ottant'anni, quei 640 diamanti non raccontano più la grandezza che Hitler voleva attribuire a Göring.
Raccontano il lusso di un uomo che apparteneva ai vertici di un sistema responsabile di persecuzioni, saccheggi e milioni di morti.
Forse è proprio questa la lezione più importante custodita da quell'oggetto.
Il potere può commissionare simboli destinati a impressionare il mondo.
Ma non può decidere per sempre il significato che la storia attribuirà loro.

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