martedì 3 dicembre 2024

Iole Mancini

 


Ieri abbiamo perso Iole Mancini. Abbiamo perso l'ultima testimone degli orrori nazisti di via Tasso.

La mitica Iole Mancini.


Che i fasci sappiano che costei è stata un'eroina. Una da commemorare. Una persona da prendere come esempio di vita.


Quando Iole aveva 24 anni, già era una staffetta partigiana. E insieme al marito Ernesto faceva parte dei Gruppi di Azione Patriottica. 

Procurava cibo, distribuiva munizioni, trasportava bigliettini. 

Insomma, praticava Resistenza.


Non alzava il braccio destro né teneva busti di mussolini in casa. Non abbaiava in gruppo e di contro quando era da sola scappava. No no.


Quando Ernesto fu portato nel carcere di Regina Coeli e riuscì ad evadere, Iole fu rinchiusa in via Tasso, sede della Gestapo, dove venne interrogata dal boia e capo delle SS erich priebke nella cella numero 22.


La torturarono. Non le diedero sosta. "Dove è Ernesto?", le chiedevano. 


Ma lei, Iole, resistette fino alla fine. Resistette alle violenze, alle minacce, alle intimidazioni. Resistette al capo delle SS in persona. 


E anche quando la caricarono su un convoglio per portarla alla fucilazione, da cui scampò per puro caso, non parlò mai.


Per amore di suo marito Ernesto, per amore della Resistenza, per amore della libertà.


Immensa.


104 anni. CHAPEAU.

Salvatore Granata 

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