Il 10 marzo del 1832 moriva il compositore e pianista italiano MUZIO CLEMENTI (1752-1832). È noto in particolare per la sua raccolta di studi per pianoforte Gradus ad Parnassum, tre volumi contenenti esercizi intesi a sviluppare di volta in volta determinati procedimenti di tecnica pianistica e insieme a fornire modelli di forme classiche in un mirabile equilibrio di arditezza e regole. Ebbe una posizione di riguardo nella storia della musica per pianoforte e nello sviluppo della forma sonata. Come nelle sonate per pianoforte di Beethoven così in quelle di Clementi i contrasti dinamici, le gradazioni timbriche, le esplorazioni nelle regioni estreme della tastiera e l'uso creativo dei pedali mostrano l'intenzione di approfondire le possibilità tecniche ed espressive di uno strumento più di ogni altro capace di tradurre un pensiero musicalmente complesso e influenzato dall'avvento del nuovo sinfonismo. Celebre l'episodio in cui Clementi accettò l'invito dell'imperatore Giuseppe II d'Asburgo-Lorena a partecipare a un "duello" musicale con Wolfgang Amadeus Mozart allo scopo di intrattenere l'imperatore e i suoi ospiti. Entrambi gli artisti furono invitati ad improvvisare ed eseguire selezioni delle proprie composizioni. L'abilità di entrambi questi compositori e virtuosi fu così notevole che l'Imperatore fu costretto a dichiarare la parità. Il 12 gennaio 1782, Mozart scrisse al padre: "Clementi suona bene, specialmente per quanto riguarda la mano destra. La sua maggiore abilità consiste nei passaggi di terze. A parte questo, egli vale, come gusto e sentimento meno di un kreuzer - in breve egli è semplicemente un tecnico". In una lettera successiva si spinse oltre dicendo "Clementi è un ciarlatano, come tutti gli italiani." Per contro, le opinioni su Mozart che si era fatto Clementi erano tutte entusiasticamente positive. Ma il tema principale della sonata in Si bemolle Maggiore op. 24 n. 2 di Clementi catturò l'immaginazione di Mozart che dieci anni più tardi lo usò nella ouverture della sua opera Die Zauberflöte (Il flauto magico). Questo amareggiò Clementi al punto che ogni volta che questa sonata veniva pubblicata egli si sincerava che venisse inclusa una nota che spiegava come questa musica era stata scritta dieci anni prima del Flauto Magico di Mozart. Muzio Clementi avviò anche un impresa di costruzione di pianoforti e fu anche editore. Purtroppo la musica di Clementi non è eseguita spesso nei concerti ma ne esistono interpretazioni più che autorevoli in particolare da parte di Vladimir Horowitz che negli anni ‘50 registrò un disco dedicato interamente al compositore romano, una cosa alquanto rara per l’epoca. Tra le sue numerosissime sonate per pianoforte da ricordare quella in fa diesis minore op. 25 n. 5 (particolarmente vibrante e tesa in una preromantica bellezza), le tre sonate dell’op. 40 e le tre dell'op. 50 fra cui l'ultima è famosa col titolo di "Didone abbandonata". Da segnalare inoltre la presenza della Sonata op. 12 n. 1 nel selezionatissimo repertorio di Arturo Benedetti Michelangeli che la propose nel 1959 in occasione del suo celebre concerto di Londra. Muzio Clementi non scrisse solo per il pianoforte ma anche sinfonie davvero strepitose; è sepolto a Londra all'abbazia di Westminster (onore realmente unico).
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