sabato 5 aprile 2014

Civitavecchia. Altra morte in carcere

carcere civitavecchia-Redazione- E' stato rinvenuto morto  il detenutoFabio Giannotta classe 1977,nel carcere nuovo di Civitavecchia.
Malato e sofferente da tempo, tossicodipendente, ancora gli erano stati negati gli arresti domiciliari in comunità  terapeutica dal Giudice di Sorveglianza  Martoni, nonostante il Giannotta avesse ottenuto la misura alternativa al carcere dalla Corte di Appello di Roma in altro procedimento ben più grave di quello di competenza della Martoni, ha ignorato ogni richiesta di beneficio terapeutico avanzata dal suo difensore,con una mole di documentazione medica attestante in maniera ineccepibile la gravità delle condizioni psicofisiche del detenuto, al quale residuavano solo circa due anni di pena da scontare (anche se in altro procedimento aveva avuto una condanna a 10 anni dove però gli sono stati concessi gli arresti in comunità chiusa terapeutica).
Il difensore di Giannotta, l'avvocato GianLuca Pammolli, ha già inoltrato esposto e denuncia per accertare le cause del decesso e eventuali responsabilità di Giudice di sorveglianza e direzione sanitaria del carcere nuovo di Civitavecchia.
 " E' assolutamente inconcepibile – dice l'avvocato Pammoli – che una persona così malata sia stata trattenuta in carcere ignorando le sue condizioni di salute documentate da molte relazioni mediche ineccepibili e chiare! Il Giudice di sorv.Za dovrà spiegare il suo operato e il motivo per cui ha rigettato il ricovero provvisorio del mio assistito in comunità terapeutica,dopo che già questi aveva avuto da altri Giudici superiori per grado alla dottoressa Martoni,gli arresti domiciliari nella comunità Il Merro di Tivoli !"
L'avvocato preannuncia battaglia “contro i medici del carcere e il giudice di sorveglianza i giudici di sorveglianza dell'Ufficio di Roma sono tutti donne alcune delle quali provenienti dal civile….non so che tipo di competenza possano avere queste signore, che mai hanno avuto contatti con la strada e con i problemi della malavita reale, sui detenuti e sulle misure alternative al carcere….qui si dovrebbe fare una legge per le ' quote maschili ' dato che a Roma tutti i magistrati di sorveglianza sono donne e tutte agiscono più o meno come quella di Civitavecchia, relegando ogni decisione nel merito sempre al tribunale di sorveglianza di Roma,anche in casi evidenti di sofferenza come il presente dove il detenuto era talmente malato che è morto ! La violazione dell'art.3 della Convenzione di Strasburgo è stata palese e i responsabili dovranno rispondere anche in sede europea per questo ennesimo caso di trattamento disumano dei detenuti….!" . Così l'avvocato Pammolli.

http://www.articolotre.com/2014/04/civitavecchia-altra-morte-in-carcere/

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