lunedì 30 settembre 2013

Turismo equestre in crescita

Presidente Fitetrec-Ante, attirare piu'stranieri e giovani


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Attirare in Italia più stranieri e far sì che questi e i più giovani pratichino sempre di più il turismo equestre: è il leit motiv del del presidente della Fitetrec Ante, Alessandro Silvestri, la Federazione che proprio in questi giorni organizza la quarantaduesima edizione dell'Equiraduno del turismo equestre. "Il turismo equestre è l'unico a non essere in crisi in questo periodo - spiega Silvestri - la nostra Federazione, che disciplina lo sport equestre non olimpico, ha aumentato i propri associati, che sono oltre 20 mila. Gli eventi legati al turismo equestre sono cresciuti a dismisura: nel 2007, per fare un esempio, c'e' era un solo evento nel Lazio in un anno; oggi c'e' un palio praticamente ogni fine settimana, sono circa 700 all'anno gli eventi regionali". Le regioni in cui il turismo equestre si pratica maggiormente sono Lazio, Toscana, Umbria e Abruzzo ma ci sono manifestazioni anche in Puglia, Sicilia, Sardegna. La gran parte delle manifestazioni le organizza direttamente la Fitetrec, "dagli enti locali arrivano ben pochi aiuti. Cerchiamo di mettere in evidenza gli aspetti migliori del territorio: l'enogastronomia, le bellezze artistiche e paesaggistiche", dice il numero uno di Fitetrec. "Da quando sono stato eletto - spiega Silvestri - cerco di attivare collaborazioni con gli enti locali per promuovere maggiormente questo settore, che e' una grande risorsa per l'Italia, non sfruttata a dovere. Infatti manca un'attività promozionale del turismo equestre all'estero. Si potrebbero e dovrebbero attirare più stranieri. Io stesso ho partecipato ad alcune fiere all'estero per promuovere le nostre iniziative". Il settore è in espansione, dunque, ma si dovrebbe fare maggiormente sistema. In Italia si può andare a cavallo 11 mesi all'anno e gli stranieri hanno ferie più "spezzate" durante l'anno rispetto a noi italiani, che andiamo in vacanza solo ad agosto. A Roma si contano ogni anno 12,5 milioni di turisti che pernottano in media 4 notti: se l'1% fosse indotto a fare un giro di 2 giorni a cavallo, ci sarebbero 125 mila turisti in più solo per questo settore, calcolano alla Fitetrec. Eppure nessuno ha mai pensato di prolungare il soggiorno degli stranieri con giornate a cavallo. I praticanti di turismo equestre in Europa - secondo alcune stime - sono 30 milioni. In Italia è stato calcolato che gli amanti del settore sono 1 milione-1 e mezzo. Il profilo dell'amante del turismo equestre italiano è quello di una persona adulta, con più di 40 anni; sono molti i pensionati che fanno viaggi lunghi a cavallo, anche perchè dispongono, ovviamente, di più tempo libero. I giovani scelgono soprattutto passeggiate a cavallo nel fine settimana. "I viaggi a cavallo vengono organizzati sia in Italia che all'estero, io pero' non sono d'accordo sul fare viaggi all'estero, sono gli stranieri che devono venire in Italia. E vanno attirati più giovani", ragiona Silvestri. Sono circa 700 - tra maneggi, agriturismi e centri ippici - le strutture associate alla Federazione ed in grado di ospitare turisti, alcune di altissimo livello. Ci sono poi semplici punti sosta, in grado di ospitare cavalieri e cavalli con box per chi è di passaggio su strade e percorsi maggiormente battuti. L'Equiraduno, iniziato venerdì scorso, che si concluderà oggi e al quale hanno partecipato circa 400 cavalieri, prevede l'arrivo a Orvieto di almeno 4 tratte di avvicinamento coordinate da tecnici della Federazione e provenienti da diverse direzioni: abitualmente le tratte prevedono non meno di 3 giorni a cavallo per un massimo di 75/85 km a tratta. La giornata della domenica è destinata ad una sfilata per le vie di Orvieto che si concluderà con il classico "bicchiere della staffa" tradizione della Fitetrec-Ante per chiudere i suoi eventi di punta.
(ANSA)

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