Solo qualche momento di tensione davanti a Ministero Giustizia con lancio petardi e bottiglie
Un momento della manifestazione organizzata da CasaPound a Roma
Un fumogeno durante corteo davanti al ministero della Giustizia
Forze dell'ordine presidiano il centro della Capitale
Forze dell'ordine presidiano il centro di Roma
Anche i Cobas della scuola in piazza a Roma
Corteo degli studenti a Roma
Corteo da Piazza della Piramide a Roma
La manifestazione degli studenti del 14 novembre
"Il bilancio è stato molto positivo, è andato tutto bene e oggi ha vinto la democrazia". E' la valutazione del ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri sui cortei svolti oggi a Roma e in altre città italiane. "Il bilancio è stato molto positivo, è stata una giornata impegnativa perché - ha aggiunto il ministro a Catania a conclusione della cerimonia del premio Cutuli - ha impegnato un notevole numero di esponenti delle forze dell'ordine, con 4.000 uomini oltre quelli della territoriale. Però - ha sottolineato Annamaria Cancellieri - è andato tutto molto bene, oggi ha vinto la democrazia grazie all'impegno delle forze dell'ordine che sono state veramente straordinarie e ai manifestanti che hanno scelto la via giusta: quella delle legalità. Quindi possiamo essere contenti". Ai cronisti che chiedevano se il ministro aveva qualcosa da dire ai contestatori, il responsabile del Viminale ha replicato: "ai manifestanti dico: benissimo continuiamo nella legalità"
CORTEI IN TANTE CITTA', LOTTIAMO PER FUTURO' - Studenti in piazza in tutta Italia per protestare contro i tagli alla scuola pubblica e chiedere che si torni a investire in questo settore. "Lottiamo per il nostro futuro" è l'appello dei giovani da nord a sud passando per la Capitale: ovunque i cortei si sono svolti in maniera pacifica e senza scontri, al massimo con il lancio di qualche petardo. Al fianco dei giovani anche tanti insegnati. Un po' ovunque slogan e striscioni contro il "governo lacrime e sangue" e la "privatizzazione" della scuola.
"Contro crisi e austerità riprendiamoci la vita". Dietro questo striscione migliaia di studenti sono partiti a Roma da piazza della Piramide. I manifestanti, soprattutto studenti delle scuole superiori hanno sventolato le bandiere della Palestina in testa al corteo. A guidare la manifestazione un furgoncino verde militare sul quale sono esposti ironicamente caschi e scolapasta, alcuni dei quali sono anche indossati dai manifestanti per protestare "contro le dichiarazione del prefetto, per il quale chi indossa il casco è punibile". Momenti di lieve tensione si sono registrati davanti al ministero della Giustizia in via Arenula, quando dal corteo giunto da Lungotevere, alcuni studenti hanno lanciato bottiglie e petardi. Il ministero era protetto da blindati e un cordone delle forze dell'ordine. Gli studenti hanno indossato caschi, 'ma solo per difenderci', hanno affermato. In mattinata si è svolta la manifestazione dei sindacati dei Cobas della scuola. A piazza Farnese sit-in della Cgil.
Le azione dimostrative più "dure", a Firenze e Pisa. Nel capoluogo toscano, dove hanno sfilato in 2.500, un gruppo di circa 500 studenti è entrato nella stazione e una parte, circa 150, è scesa su un binario bloccando la partenza di un treno ad alta velocità. Il blocco è durato circa mezzora, sempre monitorato dalle forze dell'ordine. Non ci sono state particolare tensioni. Tre manifestanti sono stati denunciati. Su un treno gli studenti hanno affisso un cartello con la scritta: "Gli studenti hanno un difetto, sanno pensare". A Pisa, dove circa 250 studenti medi superiori hanno manifestato insieme ai Cobas, alcuni giovani sono entrati all'interno dei palazzi di Provincia e Comune e hanno appeso striscioni di protesta. Poi, tornati in piazza, hanno bruciato una bandiera del Pd, partito di maggioranza relativa in città. La Questura ha fatto sapere che la manifestazione non era autorizzata e i promotori del corteo saranno denunciati.
Circa 10mila i partecipanti al corteo delle scuole di Catania. Migliaia i manifestanti anche a Palermo: tra la folla é spuntata anche una bara di cartone, simbolo della "morte della scuola pubblica". Il serpentone ha attraversato la città: al passaggio del corteo, gli studenti dell'istituto nautico, barricati da una settimana nella scuola occupata, hanno cantato l'Inno di Mameli e sventolato un tricolore. A Napoli - dove sul Castel dell'Ovo è stato affisso uno striscione con lo slogan "Cultura contro austerità" - gli operai della Fiom si sono schierati al fianco degli studenti. Tra loro anche Sebastiano, uno dei 19 lavoratori iscritti alla Fiom che dovranno essere assunti, su decisione della magistratura, nella fabbrica di Pomigliano.
MARCIA FASCISTI DEL 2000,ORA RIVOLUZIONE ANTI-MONTI di Gabriele Santoro - No al governo delle banche, no al governo Monti. Sì, invece, al mutuo sociale e alla tutela delle fasce più deboli. Così, sotto lo sventolare delle bandiere rosse con la tartaruga, è scesa in piazza questo pomeriggio Casapound, il movimento guidato da Gianluca Iannone. Movimento che non esita ad autodefinirsi dei 'fascisti del terzo millennio'. "C'é chi si rifà a Marx o a Ford - ha spiegato il leader - io voglio avere la libertà individuale di rifarmi a Mussolini, a livello filosofico e politico". Ma non ci stanno a essere considerati nostalgici. Tra le circa 6.000 persone che oggi hanno sfilato da piazza Mazzini a ponte Milvio, non un simbolo del ventennio, non un gesto che richiamasse a quella dittatura. Piuttosto, oltre ai loro stendardi, tricolori (fumogeni compresi) e bandiere spagnole in segno di solidarietà, e anche siriane di un gruppo di giovani sostenitori di Assad. E soprattutto striscioni, con i punti caratterizzanti del programma di Casapound: nazionalizzazione delle banche, mutuo sociale e sostegno ai marò trattenuti in India. Ma è contro la 'politica dominante' che si scaglia la polemica di Casapound. 'Falli piangere' si legge nello striscione di testa, sotto i volti di Alfano, Monti, Bersani e Fornero. E poi gli slogan, scanditi dai militanti organizzati in modo rigoroso, in fila per sei con le bandiere. Ce n'é per tutti, anche per le amministrazioni di centrodestra di Alemanno e Polverini. "Storace non ci piace, e neanche Alemanno" spiega Iannone annunciando loro candidati alle prossime Amministrative. Rimandano al mittente gli attacchi di chi non avrebbe voluto farli sfilare: "Pacifici? Ha già risposto il prefetto. Questo é un corteo politico, forse non vogliono che si veda la nostra diversità rispetto a chi sfascia macchine dei padri di famiglia. Siamo una comunità serena e severa" spiega ancora il leader che cammina a fianco ai militanti. Molti giubbotti neri, molti cappellini, jeans stretti e scarpe da ginnastica. La loro musica è Lucio Battisti, il rock dei gruppi identitari di destra, ma anche Rino Gaetano. Solo all' inizio qualcuno trasmette un inno molto popolare nel Ventennio, che viene subito spento. Quasi un ritratto dell'archetipo del giovane di destra. Ma loro, spiegano, sono diversi dall' immaginario: "oggi - afferma Carlo - sarà una festa, il nostro programma è forte e noi siamo gli unici che rispettano la Costituzione che difende la proprietà privata". Contro il loro corteo oggi è scesa in piazza anche la "Roma antifascista", come recita uno striscione srotolato al sit-in svoltosi a pochi isolati dalla sede di Casapound, blindatissima per tutto il giorno. E dietro a striscioni come "Roma libera, no ai fascisti vecchi e nuovi" il sit-in rafforzato dall'arrivo di uno spezzone della manifestazione degli studenti, dei Cobas e dell'Anpi, si è trasformato in un corteo che ha raggiunto il Colosseo, meta negata dalla Questura al movimento di estrema destra che, comunque, aveva chiesto un cambio di percorso a fronte del rischio prospettato di problemi di ordine pubblico. Così gli antifascisti hanno esultato per la 'conquista del Colosseo' dove già stamani era comparso uno striscione con su scritto: "Roma non è fascista"
(ANSA)
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