Ue vuole Grecia in euro. Borse giù, pesano timori
Monti: 'Su crescita occorre fare di più'. Merkel accetta invito a Roma con Hollande e Rajoy
ROMA - Lo spread Btp-Bund accelera e torna sopra i 430 punti base (434)
con il rendimento del Btp a 10 anni in rialzo al 5,71%. Il differenziale
Spagna-Germania si amplia a 488 punti base con il tasso dei Bonos che
sale al 6,24%. Intanto tocca un nuovo minimo storico il tasso sul Bund a
30 anni all' 1,984%.
BORSA MILANO: GIRA IN CALO (-0,2%) CON BANCHE, BPM -2% - Piazza
Affari, dopo un buon avvio, rallenta e si appiattisce. Il Ftse Mib cede
lo 0,21% a 12.937 punti e il Ftse All Share lo 0,1% a 13.894 punti. In
evidenza Stm (+1,95%) con Banca Akros che ha alzato la raccomandazione
da hold a buy. Ben comprate anche Azimut (+1,63%), Ansaldo Sts (+1,15%) e
Mps (+1,46%). Il resto dei bancari si mostra in calo Bpm (-2,18%),
Intesa Sanpaolo (-0,78%), Unicredit (-1,03%). Prosegue la flessione di
Pirelli (-1,41%).
EUROPA DEBOLE IN ATTESA SOLUZIONE PER GRECIA - Borse europee deboli
nei primi scambi. I listini, dopo una vigilia tormentata sui timori
dell'uscita di Atene dall'euro, tentano di mantenersi a galla anche se
Milano, Madrid, Parigi e Francoforte sono già passate in calo. I futures
sul Wall Street sono negativi mentre, nel primo pomeriggio, sono attesi
una serie di dati macro dagli Stati Uniti tra cui gli ordini beni
durevoli e le nuove richieste di disoccupazione. L'indica d'area Stoxx
600 che fotografa l'andamento dei principali listi del Vecchio
Continente, viaggia a ridosso della parità. A livello settoriale
leggermente positive banche (sottoindice dj stoxx +0,34%) e materie
prime (+0,29%). Deboli, invece, le auto (-0,61%) con Fiat che perde il
2,58%. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse
europee. - Londra +0,20% - Parigi -0,51% - Francoforte -0,45% - Madrid
-1,18% - Milano -0,86% - Amsterdam -0,31% - Stoccolma -0,23% - Zurigo
-0,05%.
UE VUOLE GRECIA IN EURO MA SI PREPARA AL PEGGIO
BRUXELLES - L'Ue vuole che la Grecia resti nell'euro, a patto che
rispetti gli impegni presi. E intanto si prepara anche a gestire le
conseguenze di una sua uscita dall'Eurozona. Questo, in sintesi, il
messaggio lanciato ad Atene dal vertice Ue che ha anche constato la
divisione esistente al suo interno tra una maggioranza di Paesi
favorevoli agli eurobond - guidata da Francia e Italia - e quelli
contrari, con la Gremania in prima fila. Sul fronte delle misure per
rilanciare la crescita, il summit ha individuato alcune 'piste' da
seguire: ricapitalizzazione della Bei, project bond, miglior uso dei
fondi strutturali, bilancio Ue 2013. Se ne riparlerà a giugno, quando
sul tavolo ci sarà anche la Tobin tax. Nella dichiarazione sulla Grecia
diffusa al termine del summit, secondo le parole usate dal presidente
della Commissione Ue José Manuel Barroso, "abbiamo inviato ad Atene un
messaggio chiaro: vogliamo che resti nell'euro rispettando gli impegni
presi". Starà al governo che uscirà dalle elezioni del 17 giugno, si
legge nella dichiarazione, scegliere se fare le scelte necessarie per
garantire il suo futuro nella zona euro. "La maggioranza dei Paesi è
favorevole agli eurobond", ha detto al termine dell'incontro il
presidente del Consiglio Mario Monti. Il quale ha espresso un giudizio
cautamente positivo sul risultato del summit sul fronte delle misure per
la crescita anche se ha sottolineato l'esigenza di fare di più per non
vanificare gli sforzi che l'Italia e altri Paesi stanno facendo sul
fronte del risanamento dei conti pubblici. Il neopresidente francese
Francois Holland, al suo debutto sulla scena europea, ha chiesto che la
prospettiva degli eurobond sia inscritta sull'agenda dell'Ue nell'ottica
di realizzare una maggiore integrazione economica, necessaria per
affiancare quella monetaria. Certo con Berlino la posizioni restano
distanti. "Per la Germania gli eurobond sono un punto d'arrivo, per noi è
un punto di partenza", ha detto Hollande riconoscendo comunque che le
euro-obbligazioni non costituiscono di per sé uno strumento per la
crescita. "Ma il dibattito proseguirà", ha poi aggiunto.
ASIA DEBOLE, PESANO EUROPA E TIMORI SU ATENE - Borse di Asia e
Pacifico deboli con lo sguardo rivolto all'Europa zavorrata dall'incubo
dell'uscita dalla Grecia dall'euro. A pesare su listini poco brillanti è
anche un sondaggio che indica a maggio, per il settimo mese
consecutivo, un ulteriore rallentamento,della produzione in Cina. In
crescita, invece, rame e petrolio sulle indicazioni che Pechino intende
concentrarsi su politiche che stimolino la crescita. L'indice d'area
Msci viaggia poco sotto la parità con Tokyo che ha chiuso poco mossa. Da
segnalare a Seul la corsa del petrolchimico Hanwha (+4,6%)dopo essersi
aggiudicato una commessa da 8 miliardi dollari per costruire unità
abitative in Iraq. sul Nikkei si mostra in luce Sharp (+7%) dopo che è
giunta a conclusione la joint-venture con Sony per la produzione e la
vendita di pannelli Lcd. In frenata Mazda (-3,7%): la casa nipponica ha
siglato un memorandum d'intesa con Fiat per lo sviluppo e la produzione
di un nuovo spider. A Sidney flebile rialzo sia per Bhp (+0,06%), sia
per Rio Tinto (+0,08%).
Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e
Pacifico. - Tokyo +0,08% - Taiwan -0,32% - Seul +0,32% - Sidney -0,28%
- Singapore +0,12% - Bangkok -0,40%. (ANSA)
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