sabato 4 luglio 2026

Ennesima cogliona di Facebook

 


Mostri in gonnella.

Mentre la Russia uccideva ancora famiglie con bambini in casa propria, lanciando missili e droni sulle case civili come vendetta per il proprio fallimento al fronte, altri mostri entravano in azione.

Sono gli uomini e - sempre più spesso - le donne a giustificare gli eccidi russi, veri e propri crimini di guerra che nel prossimo futuro obbligheranno Mosca a trarne gravi conseguenze.

In questo caso, sotto alla notizia di stampa dei bombardamenti, abbiamo Alessandra, insegnante e mamma.

Non è un bot.

Si tratta di una persona reale, e scrive apertamente un messaggio di supporto al terrorismo russo, uno dei tanti, di cui la sua bacheca, peraltro, è pregna.

Avrei anche potuto non censurare il suo cognome e la sua foto, perché le sue affermazioni sono pubbliche, ma in questo spazio noi siamo diversi dalla barbarie di questi animali.

Non ci rallegriamo della gogna e ancor meno della morte dei civili, russi compresi.

Le guerre non sono partite di calcio per cui agitare una bandierina.

Non posso però fare a meno di notare il degrado umano e morale in cui sono piombate persone come la nostra Alessandra.

Una persona che fa la mamma e l'insegnante.

Mi domando con quale coraggio guardi negli occhi sua figlia ogni santo giorno.

O quali valori e insegnamenti trasmetta ai suoi alunni.

Indubbiamente, ritiene che una guerra di aggressione sia giustificata, e che colpire persone inermi in casa sia qualcosa di normale e divertente.

Certo, sappiamo benissimo che di questa feccia nelle nostre scuole ne abbiamo tantissima, ma è sempre sconcertante, per i nostri principi, osservare quanto in basso possano scendere queste neonaziste.

Trattandosi di un insegnante non possiamo neppure affermare che abbia un basso tasso di istruzione, ma sappiamo bene che l'analfabetismo funzionale e il livello di QI si proiettano oltre i titoli di studio. 

Si tratta anche di malvagità, quella comune e banalissima complicità con le dittature di cui ci parlò la Arendt, che accomuna tante persone della porta accanto nel supporto al nazismo e al comunismo.

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