E poi arriva lui, l’ineffabile ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, e si avventura in un attacco lisergico nei confronti di Elio Germano, “reo” di aver osato prendere posizione per il No al Referendum.
Ma mica l’ha contestato nel merito.
Mica si è limitato a esprimere la propria legittima contrarietà.
No, la “colpa” inemendabile di Elio Germano è quella di aver recitato milleduecento anni fa in “Un medico in famiglia” e quindi, secondo Sangiuliano, non sarebbe credibile.
“Elio Germano, attore, ha interpretato er pasticca in un Medico in famiglia” attacca Sangiuliano.
“La differenza è semplice: chi vota no lo fa perché glielo dice un attore, noi votiamo sì perché magistrati e giuristi sostengono l’importanza di questa riforma”.
Tralasciando la fallacia logica di una simile argomentazione e le migliaia di magistrati e giuristi che potremmo citare a favore del No: più o meno il 98% del totale, a stare bassi.
Ora, capisco che le conoscenze cinematografiche di Sangiuliano siano ferme a “Un medico in famiglia”, ma lo informiamo sommessamente che Elio Germano è considerato all’unanimità uno dei migliori attori italiani contemporanei e che, nel periodo non collegato, ha vinto 5 David di Donatello come miglior attore protagonista, uno come miglior attore non protagonista, nonché un Nastro d’argento e un premio come miglior attore protagonista a Cannes e a Berlino.
Proprio non gli è passata a Sangiuliano che Germano abbia ripetutamente contestato e umiliato tutti i ministri della Cultura che la destra ha tirato fuori.
Parafrasando Sangiuliano:
Da una parte uno dei più grandi attori italiani, che vota No.
Dall’altra parte il peggior ministro della Cultura (ex aequo) della storia repubblicana. Quello che giudicava i libri dello Strega senza averli letti, e lo diceva pure.
Ah, nel caso non avesse capito, lui vota Sì.
Buona domenica.
Lorenzo Tosa

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