domenica 8 marzo 2026

Montanari contro i fascisti italiani

 


In queste ore la destra ha trovato un nuovo nemico da mettere alla gogna: Tomaso Montanari.


Il motivo?


Queste parole qui, pronunciate due giorni fa da Montanari sul Referendum.


“Volete avere ancora come padri e madri costituenti Teresa Mattei, Piero Calamandrei, Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, Terracini, Nilde Iotti o preferite Giorgia Meloni, Carlo Nordio, Ignazio La Russa, Francesco Lollobrigida? Comprereste una Costituzione usata e manomessa da questi banditi? Io no, ed è per questo che voto ‘no’”. 


Di tutta questa (sacrosanta) analisi, l’unica cosa che ha piccato e offeso la destra è essere stati definiti da Montanari “banditi”.


I giornali di destra si sono scatenati contro di lui.


Fratelli d’Italia ne ha chiesto con la bava alla bocca le dimissioni immediate da rettore dell’Università per stranieri di Siena.


Addirittura il Presidente del Senato Ignazio Benito Maria La Russa lo ha appena minacciato di querelarlo se non si scuserà, fingendo pure goffamente di non conoscerlo, classica delegittimazione ad personam di chi ormai ha esaurito ogni argomento.


Poi, poco fa, per fortuna, ci ha pensato Montanari stesso a replicare per filo e per segno alle accuse di La Russa e soci.


E sono parole di rara potenza e cultura storica, a certi soggetti totalmente sconosciuta.


“Tutta la fascisteria – dai camerieri nei giornali, fino ai federali della provincia e ora financo l’orgoglioso proprietario del busto del ‘funesto ciarlatano iracondo’ – insorge, insulta, chiede dimissioni e minaccia querele. Immagino che tutto questo nervosismo si debba al ‘Sì’ in svantaggio.

Loro non si sono mai riconosciuti in questa Costituzione e in questa Repubblica. Nel suo primo discorso da presidente del Consiglio Meloni dice di sé: ‘Provengo da un’area culturale che è stata spesso confinata ai margini della Repubblica’

Ecco il punto: i fascisti sono stati banditi dalla Costituzione, e lo dicono. Banditi, messi al bando, messi fuori legge, estromessi. Loro chiamavano ‘banditi’ i partigiani: ma i banditi, dal primo gennaio 1948 e finché questa Costituzione dura, sono loro. Ed è esattamente per questo che si impegnano tanto per farla cadere.

E poi i banditi sono quelli che agiscono fuori dalle regole e contro le regole: ed è del tutto evidente il banditismo politico di chi si impegna così tanto per distruggere la regola delle regole, la Costituzione della Repubblica


Che la seconda carica dello Stato trovi tempo e parole per una cosa del genere ormai non stupisce, visto che si occupa perfino dei comici di Sanremo e si intrattiene maschiamente sull’avvenenza fisica delle giornaliste. 


Che la seconda carica dello Stato minacci un cittadino per una opinione liberamente espressa e argomentata in una campagna referendaria, questo invece è grave: e ci dice a che punto siamo. 

E cosa ci giochiamo con questo referendum: la Costituzione antifascista, che per sempre li ha banditi”.


Solidarietà totale all’amico Tomaso Montanari per quello che sta subendo.


E stima profonda.


Resistere! Resistere! Resistere!

Come su un’irrinunciabile linea del Piave.

Lorenzo Tosa 

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