
La Cina nelle immagini di giovani documentaristi indipendenti. É crans de Chine, il festival europeo del documentario cinese indipendente, che si tiene con successo a Parigi dal 2009, varca per la prima volta i confini della Francia, approdando in contemporanea in Italia, a Roma (3 e 4 ottobre), e a Saarbrücken, in Germania.
La manifestazione italiana rappresenta una nuova opportunità per scoprire la Cina con gli occhi dei suoi abitanti, entrando nelle loro case, nelle loro vite, nei loro sogni, nella loro quotidianità. Questo Paese straordinariamente complesso attraversa cambiamenti epocali; ma l’Occidente fa fatica a comprenderli e tende quindi a percepirli ora come un mistero impenetrabile, ora come un pericolo ineluttabile, troppo spesso oscillando tra stereotipi, timore e diffidenza. In Europa, in particolare, prevale l’immagine del colosso economico, con cui la comunità internazionale si trova, più o meno volentieri, a fare i conti. Ma la Cina di oggi non è però solo una fabbrica sterminata, o un grande mercato da conquistare.

Luci dalla Cina vuole fare conoscere questo Paese in divenire, fatto di milioni di piccole-grandi vite, di persone che ogni giorno cercano il loro posto nella società.
La rassegna italiana presenta, in questa sua prima edizione, una selezione di sei documentari, scelti tra i venti in concorso a Parigi. I film saranno proiettati (a ingresso gratuito, in lingua originale con sottotitoli in italiano) presso il cinema Trevi (vicolo del Puttarello, 25), venerdì 3 e sabato 4 ottobre.
La prima giornata comincerà con “La via del tè” di Michel Noll e Zhou Weiping, straordinario viaggio lungo la più antica via commerciale di tutti i tempi, teatro di innumerevoli avventure umane; seguiranno “Forever runner – Campionessa per
sempre” di Da Jung Jang, storia di una campionessa taiwanese di ultramaratona che inizia una nuova vita dopo aver perso l’uso di entrambe le gambe, e “Cotone” di Zhou Hao, che annoda le vite di coltivatori e operai seguendo la filiera dell’oro bianco cinese.
sempre” di Da Jung Jang, storia di una campionessa taiwanese di ultramaratona che inizia una nuova vita dopo aver perso l’uso di entrambe le gambe, e “Cotone” di Zhou Hao, che annoda le vite di coltivatori e operai seguendo la filiera dell’oro bianco cinese.
La seconda giornata inizierà con “Taishan, la nostra patria” di Xu Hualin, portandoci in uno dei luoghi d’origine dei cinesi d’oltremare, proseguirà quindi con “Diario di un villaggio” di Jiao Bo, vivido racconto di un anno vissuto nel cuore della Cina rurale, per concludersi infine con “La mia casa” di Cui Yi, ritratto di Shanghai dal punto di vista di un gruppo di famiglie che viene trasferito dal suo vecchio quartiere, a seguito di un piano di demolizioni.
Due eventi speciali sono inoltre previsti al Convitto nazionale e presso l’Istituto Confucio, partner della manifestazione (Università di Roma “La Sapienza”). Nella mattinata di venerdì gli studenti del Convitto nazionale (Piazza Monte Grappa 5) assisteranno alla proiezione di “La mia Casa” di Cui Yi. Sabato mattina, presso l’Istituto Confucio (via Principe Amedeo, 182 b), la proiezione di “Taishan”, la nostra patria, seguita da una tavola rotonda, saluterà l’inaugurazione dei corsi di cinese dell’anno accademico 2014-15 e sarà l’occasione per coinvolgere nella manifestazione non soltanto gli studenti di lingua cinese, ma anche la comunità cinese residente a Roma.
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