-Redazione- Deve vivere perennemente sorvegliato perché, in passato, ha contribuito a smantellare una cosca agrigentina. Da allora, la sua vita è radicalmente cambiata, vive come se fosse un prigioniero e non può ugualmente sperare nella sicurezza tanto agognata.
E' Ignazio Cutrò, l'imprenditore presidente dell'Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia, ha rischiato di morire, senza che nessuno intervenisse. Un principio di ictus lo ha colto mentre si trovava in casa: le telecamere di videosorveglianza, collegate 24 ore su 24 con due stazioni diverse di carabinieri, hanno ripreso tutto. Ciononostante, per oltre quindici minuti è stato lasciato solo, senza che scattasse alcun allarme.
Sono stati i familiari a scoprirlo e chiamare subito i militari che lo scortano: immediatamente ricoverato, gli è stata diagnosticata una crisi ipertensiva acuta.
http://www.articolotre.com/2014/10/il-testimone-di-giustizia-cutro-sorvegliato-ha-un-malore-e-rischia-la-morte-nessuno-interviene/
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