sabato 5 aprile 2014

Scozia indipendente. Gli scozzesi guideranno a destra

scozia indipendente– Silvestro Tucciarone –corrispondente da Cardiff – Mentre gli indipendentisti nostrani cercano senza successo di far funzionare vecchie ruspe e cervelli arrugginiti, da questa parte della Manica si marcia a grandi passi verso il referendum che potrebbe autorizzare il governo scozzese guidato da Alex Salmond a negoziare con Westminster l’indipendenza della Scozia.
Stanchi di subire le decisioni prese a Londra, dopo la desertificazione industriale operata dalla Thatcher negli anni Ottanta, gli scozzesi ottennero laDevolutionQuesta comporta una notevole autonomia politica e amministrativa esclusi parte del welfare, gli affari esteri e la difesa. L’autonomia incide però sulla capacità di spesa per cui – al di là del border, il confine – gli inglesi si trovano a dover pagare il conto delle scelte scozzesi. La Devolution si è caratterizzata per ottima amministrazione e non si è mai sentito parlare di mutande verdi o blu, di lauree acquistate all’estero né di investimenti in Tanzania. In Scozia sta accadendo perciò quello che non accade in Italia, – almeno da molto tempo – , ovvero chi governa viene premiato per i risultati che ottiene. La fiducia reciproca tra il governo e gli scozzesi ha spinto così Alex Salmond a promuovere il rischioso referendum per il 18 settembre 2014 – 700esimo anniversario della famosa battaglia di Bannockburn che sancì l’indipendenza scozzese.
In questi mesi, l’entusiasmo e la tensione sia in Scozia che a Westminster sono aumentati e – benché anche il Labour scozzese si sia schierato contro l’indipendenza – i sondaggi continuano a segnalare un progressivo aumento di fiducia nel risultato positivo della consultazione che dovrebbe por fine al Regno Unito. A fare il gioco degli indipendentisti sono le continue minacce di ritorsionedei conservatori inglesi, spalleggiati da alcune figure della Commissione Europea. In questi mesi agli scozzesi è stato detto che – una volta indipendenti – non avranno una corsia preferenziale per entrare in Europa, alcune aziende e banche hanno minacciato di lasciare la Scozia, e Londra ripete da tempo che la Scozia non potrà usare la sterlina. Agli interessi comuni che negli ultimi tre secoli dall’Act of Union del 1707 si sono intrecciati, si aggiungono ora questioni relativamente recenti come il controllo del petrolio del Mare del Nord e la presenza dei sottomarini con armamenti nucleari britannici nelle basi scozzesi, permanenza che potrebbe essere scambiata con il mantenimento della sterlina.
Ma l’entusiasmo rimane alto soprattutto tra i giovani che propagandano per ilSì. Una fonte anonima rivela al Guardian che la prima mossa della Scozia indipendente nel 2017 sarà di cambiare la direzione di guida e uniformarla al resto d’Europa, come del resto fece la Svezia nel lontano 3 settembre 1967: la guida a destra – finalmente – un segno tangibile di separazione dall’Inghilterra e di avvicinamento all’Europa.
Peccato fosse un pesce d’aprile.

http://www.articolotre.com/2014/04/scozia-indipendente-gli-scozzesi-guideranno-a-destra/

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