Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
La Procura di Palermo ha depositato in Consulta la memoria illustrativa sul conflitto tra poteri dello Stato sollevato dal Quirinale in merito alla vicenda delle intercettazioni indirette. Il documento di compone di 28 pagine e punta a dimostrare l'infondatezza del ricorso predisposto dall'Avvocatura dello Stato per conto del Colle.
Anche l'Avvocatura dello Stato ha depositato in Consulta la memoria illustrativa del ricorso del Quirinale per il conflitto di attribuzione. Il documento si compone di oltre 30 pagine ed è firmato dall'avvocato generale dello Stato Michele Giuseppe Di Pace, e dagli avvocati Gabriella Palmieri e Antonio Palatiello.
Il Capo dello Stato, afferma la procura di Palermo, non ha una "irresponsabità totale", come invece sostiene l'Avvocatura dello Stato: questa interpretazione è "scorretta" e "contraddice in radice il carattere pacificamente 'eccezionale' riconosciuto dalla stessa giurisprudenza della Corte Costituzionale".
Il ricorso predisposto dall'Avvocatura dello Stato per conto del Capo dello Stato, secondo quanto si legge nella memoria informativa depositata dalla Procura di Palermo, si fonda "su un duplice equivoco: da un lato l'Avvocatura generale estende l'irresponsabilità del Capo dello Stato fino a farla coincidere con una sua pretesa inviolabilità; dall'altro confonde la disciplina della (ir)responsabilità del Presidente della Repubblica" con quella "delle garanzie del Capo dello Stato di fronte al compimento di atti e operazioni processuali relative a un terzo soggetto, nelle quali egli sia accidentalmente coinvolto".
Negli atti depositati dai magistrati palermitani si legge inoltre che il ricorso dall'Avvocatura dello Stato è rivolto "non già nei confronti dell'autorità giudiziaria giudicante, alla quale per esplicita ammissione della stessa Avvocatura ricorrente spetta in via esclusiva il potere di disporre in ipotesi la distruzione di intercettazioni", ma alla Procura "che di quel potere - per espresso riconoscimento dell'Avvocatura ricorrente - non dispone". (ANSA)
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