di Alessandro Pignatelli
L'olandese rivela ciò che finora non aveva mai raccontato. Ecco le fasi salienti della sua carriera, tra Ajax, Inter, Everton e Psv.
Quanti calciatori, anche famosi, sono naufragati a causa dell'alcol, delle donne o della droga? Tanti. Se poi tu non sei un fuoriclasse, ma solo un buon giocatore, la parabola discendente è impietosa e veloce.
Andy Van der Meyde, olandese passato anche dall'Inter, ha deciso di mettere tutto nero su bianco, in un'autobiografia che sta facendo già discutere in tutto il mondo pallonaro. L'olandese si racconta senza fronzoli, tira in ballo pure ex compagni di squadra (tra cui Zlatan Ibrahimovic) e parla dei suoi vizi.
"L'Ajax è l'unica squadra in cui mi sono davvero divertito. Quando arrivai all'Inter, per me fu come passare da un negozio di paese a una multinazionale".
L'ex ala bionda parla dei suoi primi passi da calciatore professionista: "All'Ajax legai con Ibrahimovic e Mido: si sfidavano in folli corse notturne sull'anello della A10 attorno ad Amsterdam. Zlatan aveva una Mercedes SL AMG, Mido alternava Ferrari e BMW Z8. Tomas Galasek invece mi iniziò alle sigarette". Ecco l'esperienza italiana, fallimentare: "Era tutto estremamente professionale. Il presidente Moratti, dopo ogni vittoria, sganciava 50mila euro per giocatore. C'era un giro di soldi pazzesco".
La vita pubblica e la vita privata: la moglie Dyana: "Avevo uno zoo nel giardino di casa: cavalli, cani, zebre, pappagalli, tartarughe. Dyana era la vera malata. Per lei rifiutai un trasferimento al Monaco: a Montecarlo ci sono solo appartamenti, mi disse, dove li mettiamo i nostri animali? Una sera scesi in garage, al buio, intravidi una sagoma imponente e udii suoni strani. Aveva comprato un cammello". Lasciato Milano - l'ennesimo bidone di quei tempi che transitavano dall'Inter, arriva l'offerta indecente dell'Everton: "Mi offrivano più di 37mila euro a settimana, il doppio di ciò che prendevo in nerazzurro. Ci andai di corsa. La prima cosa che feci fu comprare una Ferrari e andare a sbronzarmi al News Bar, uno dei locali più in voga di Liverpool. La mia giornata terminò in uno strip-club. Andavo pazzo per le spogliarelliste. Lì conobbi Lisa e me ne innamorai subito. Nel suo mondo bere e sniffare cocaina era una cosa all'ordine del giorno".
Arriva la rottura con la moglie e la separazione dalle due figlie. Van der Meyde è ormai nel tunnel: "Le donne, che distrazione! Il motto era: sempre e ovunque. Fosse un'igienista dentale, una segretaria dell'Ajax o una incontrata a un semaforo" Andy non se la faceva scappare. Accompagnando il tutto con grandi bevute. Una vera e propria vita da atleta, insomma. Si presenta agli allenamenti sbronzo, sviene in conferenza stampa. "Ero fuori controllo; non riuscivo a dormire se non prendendo pillole. Era roba pesante, di quella da prendere con la prescrizione del medico. Quindi le rubavo dallo studio del medico del club. L'ho fatto per più di due anni. Poi è arrivata la cocaina, insieme a Bacardi, vino e feste in quantità. Capii che dovevo andarmene da Liverpool, o sarei morto".
L'Olanda gli spalanca di nuovo le porte e Van der Meyde, come un ricco figliol prodigo, veste la maglia dei grandi rivali dell'Ajax, il Psv Eindhoven. Ma l'avventura dura lo spazio di accorgersi che Andy è ormai un ex giocatore. L'ultima avventura è con il Wke. Quindi, l'addio al calcio e quella che sembrerebbe una redenzione: "Sono in attesa del quinto figlio, il secondo dalla mia attuale compagna, Melissa. Non sono milionario, ma vivo meglio di prima. Col libro ho voluto chiudere un capitolo della mia vita. Adesso voglio allenare nelle giovanili. Dopo tutti gli errori che ho commesso, chi meglio di me può insegnare ai ragazzi come non sprecare il proprio talento?".
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