lunedì 30 aprile 2012

La Lazio giocherà a Palermo?

Rottura tra Lotito e Coni. Petrucci: "E' impossibile andare d'accordo con certa gente"... La Lazio propone Palermo come alternativa, l'avvocato Gentile precisa: "Accordo saltato per i biglietti"

pubblicato alle ore 20.00
30.04.2012 23:05 di Luca Capriotti   articolo letto 4997 volte
Fonte: Giorgia Baldinacci/Luca Capriotti-Lalaziosiamonoi.it
© foto di Marco Iorio/Image Sport
Mancano 4 ore. Solo 4 ore prima della scadenza della concessione per giocare la prossima Champions League, o coppa europea di tono minore che sia, ed è rottura tra Coni e Lotito: il presidente biancoceleste avrebbe rifiutato, come riporta Sky, l'offerta del Comitato Olimpico. Fitto mistero sul quale sia la soluzione all'ennesima grana in casa biancoceleste, quel che è certo, è che le parti sono lontane. "Più passa il tempo e più mi rendo conto che con certa gente è impossibile andare d'accordo".Gianni Petrucci, presidente del Coni, motiva così la rottura della trattativa con Claudio Lotito per il rinnovo dell'affitto dello stadio Olimpico alla società biancoceleste. La Roma, lo ricordiamo, ha stipulato un accordo valevole fino a 30 giugno 2015. E alla Lazio mancano 4 ore, solo 4 ore.
PALERMO COME ALTERNATIVA - Il club biancoceleste deve presentare entro la mezzanotte di oggi la documentazione necessaria per ottenere la licenza Uefa, quello è l'obbligo. E dopo l'ennesima rottura con il Coni, Lotito è corso ai ripari per tutelare la partecipazione della Lazio alle prossime competizioni europee. Sembrerebbe infatti che comunque, nella giornata di oggi, il patron biancoceleste abbia presentato in Figc la documentazione, indicando come stadio per le coppe internazionali l'impianto capitolino in primis - pur senza il si del Coni - e come alternativa il 'Barbera' di Palermo. Se la Lazio non riuscisse a ricucire i rapporti con il Coni, sarà questa la prospettiva per la prossima stagione?
I BIGLIETTI LA CAUSA DI DISCORDIA - Intanto iniziano a emergere i primi dettagli sulla nuova rottura tra Lotito e il Coni. Secondo il club capitolino l'accordo - che sembrava esser stato trovato la scorsa settimana, con la firma che doveva arrivare prima di questo weekend - sarebbe invece saltato a causa dei biglietti che la Lazio si impegna a concedere al Coni per la prossima stagione: "La trattativa con il Coni per l'affitto dello stadio Olimpico è fallita per la solita questione dei biglietti da concedere loro", ha chiarito il legale del club biancoceleste Gian Michele Gentile, "E poi parlano di etica..." . Pronta però la smentita del Coni, non sono i biglietti la causa dell'ennesimo divorzio. E' quanto avrebbe comunicato al club biancoceleste l'amministratore delegato del Coni Raffaele Pagnozzi: "Evidentemente tutti gli sforzi compiuti da questa società per superare i dissidi che hanno caratterizzato il rapporto nella presente stagione e rendere disponibile anche alla Lazio il progetto di valorizzazione dello Stadio Olimpico - scrive l'ad - non hanno sortito alcun effetto dovendosi registrare, come nel passato, una reale chiusura ad ogni trattativa di buona fede. La Lazio pur avendo a disposizione ampio tempo e con risultati sportivi che già dalle prime partite facevano prevedere un possibile accesso alle competizioni Uefa -risponde il Coni- ha atteso l'ultima settimana utile per manifestare un interesse, tra l'altro con toni e contenuti del tutto inappropriati, considerato che l'impianto non è di sua proprietà. Coni Servizi, nonostante ciò, si è resa disponibile per un incontro, tenutosi il 24, nel corso del quale sono state illustrati il progetto e le condizioni d'uso che questo comporterà nella prossima stagione, lasciando peraltro la possibilità di optare per un contratto annuale". Un atteggiamento quello della Lazio che secondo il Coni è stato tutt'altro che disponibile per trovare una soluzione e un compromesso che riunisse le due parti.
LA LETTERA DELLA LAZIO - Il club capitolino ha reso nota una lettera che ha inviato al Coni con la sua proposta di rinnovo del contratto d'affitto dell'Olimpico. "Le nostre osservazioni traggono spunto dall'analisi delle condizioni di mercato in materia di impianti sportivi: il nostro rapporto ha ad oggetto l'unico impianto sportivo esistente a Roma autorizzato ad ospitare competizioni nazionali ed internazionali, e il fatto che non ve ne siano altri disponibili pone la vostra società in 'posizione dominante', con il conseguente obbligo del rispetto dei diritti del mercato. Inoltre Coni Servizi è il braccio operativo di una pubblica amministrazione e in quanto tale soggiace all'obbligo di rispettare il mercato e di evitare posizioni in conflitto con la legislazione antitrust". Poter usufruire dell'impianto capitolino 365 giorni l'anno, come Inter e Milan con lo Stadio di San Siro, la stessa proposta che aveva avanzato la Lazio un anno fa, quando si discuteva del rinnovo del contratto. Nella lettera la Lazio sottolinea anche che a Milano le spese di manutenzione straordinaria sono sostenute dalla proprietà e non dai club, la società biancoceleste avrebbe richiesto quindi lo stesso trattamento, assumendosi l'incarico di gestire i servizi di ristoro. Poi il nodo cruciale, quello relativo ai biglietti che la Lazio offre al Coni. Come sottolineato dall'avvocato Gentile sembra questo il pomo della discordia, e la società stessa sottolinea nella lettera la sua posizione: "L'attuale situazione del Paese porta ad abolire tutti i privilegi di cui godono alcuni soggetti rispetto ad altri. La politica governativa è nel senso del recupero delle entrate laddove sia possibile privatizzare servizi e prestazioni, ponendo a carico dei destinatari oneri economici per incrementare i ricavi e le entrate pubbliche". La Lazio avrebbe quindi proposto al Coni: "Di porre in vendita i posti della tribuna autorità Coni (122 posti) che avete in programma di realizzare e di dividere il ricavato tra le nostre società. I residui tagliandi richiesti per ospiti (100 tribuna d'onore, 100 Monte Mario, 30 distinti e 200 di servizio) sono a vostra disposizione. Per non appesantire la trattativa accettiamo di subire la determinazione del canone d'uso richiesto (2.880.000 euro per 10 mesi a cui vanno aggiunti Iva e adeguamento Istat) anche se non lo riteniamo conforme a quelli di mercato". Conclude poi la lettera del club capitolino: "Nel dichiararci disposti a sederci al tavolo delle trattative vi invitiamo a rilasciare entro oggi la dichiarazione di disponibilità dello stadio a nostro favore al fine di evitare che la tifoseria laziale, nell'auspicata partecipazione alla Champions o altra competizione europea debba essere costretta a recarsi in altra città per sostenere la propria squadra". La lettera è stata inviata dalla Lazio nella giornata di oggi, prima che arrivasse la rottura - ennesima e definitiva - tra la società biancoceleste e il Coni. 

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