SEMPLICEMENTE ECCEZIONALE! “RAVISHING” RICK RUDE (5a Parte)
WWF… WCW… ECW… per tornare adesso alla WWF. La carriera di Rick Rude, nonostante il grave infortunio, stava ancora per essere protagonista di un incredibile momento nella storia del wrestling.
Nel 1997, in qualità di “insurance policy” (polizza di sicurezza), Rude tornò in abiti civili ed in qualità di assistente a fianco della famigerata prima incarnazione della D-Generation X, formata da Shawn Michaels (campione Europeo WWF), Hunter Hearts-Helmsley (Triple H) e la sua fidanzata e guardia del corpo Chyna.
In realtà si dice che Rude non fosse troppo entusiasta di condividere il ring con Michaels, di cui non era affatto fan per via delle sue abitudini extra ring decisamente poco ortodosse e per via di una amicizia nel tempo con Bret “Hitman” Hart, ovviamente non certo uno dei più famosi estimatori di HBK.
Per un po’ di tempo, ad ogni modo, Rude affiancò il diabolico trio, intervenendo molto poco se non al microfono, ma un fatto di proporzioni bibliche stava per scoppiare nel mondo della lotta libera americana: lo screwjob di Montreal.
Alle Survivor Series 1997, nel match che vide Shawn Michaels strappare in maniera controversa il titolo WWF all’amico Bret “Hitman” Hart, Rude rimase sconvolto da quanto visto sul quadrato, tanto da non entrare a bordo ring (nonostante nella storyline fosse ancora affiliato alla DX).
Non solo, rimase per tutto il tempo nello spogliatoio e dopo l’accesa discussione tra Hart e McMahon (che portò il primo a colpire con un sonoro puglio il secondo), prese il telefono in mano e chiamò colui che era, in quel momento, il nemico n. 1 di McMahon e della WWF: Eric Bischoff, il deus ex machina dietro la WCW.
Bischoff, non ancora del tutto convinto che lo screwjob non fosse tutta una montatura orchestrata ad arte da McMahon e Hart (teoria che trova ancora oggi molti estimatori), si convinse della veridicità della cosa dalla telefonata furibonda di Rude, disgustato da quanto aveva assistito, e si convinse a mettere sotto contratto seduta stanta l’ex-tre volte campione International Heavyweight.
Questo creò un corto circuito di proporzioni immani: la sera di Lunedì 17 Novembre, Rude apparve a WCW Nitro, scioccando tutti coloro che lo avevano visto tempo prima alla corte di McMahon.
Durante un segmento dichiarò che aveva abbandonato la nave che affondava, il Titanic (chiaro riferimento alla WWF ed alla Titan Sports di McMahon), criticando il patron della WWF e Michaels per quanto accaduto a Montreal.
Un’ora dopo, la puntata di WWF Raw (registrata sei giorni prima) vide lo stesso Rude (sebbene con un taglio di barba differente) essere al fianco della DX, permettendo al wrestler di essere l’unico atleta ad essere apparso contemporaneamente nei due show portabandiera del lunedì sera nel medesimo lunedì!
Se poi considerate che in quel tempo la ECW e la WWF ancora collaboravano e che alcune puntate di ECW Hardcore TV furono trasmesse nella stessa settimana del fatto, puntate in cui ancora appariva Rude, potete rendervi conto di quanto fu eccezionale la cosa: Rude era apparso, nell’arco di poche ore, nelle tre maggiori promotion americane.
Finalmente, nella ritrovata WCW, Rude fu affiancato in qualità di manager al suo migliore amico Curt Hennig, entrando di fatto nella stable della nWo (anche in questo caso settando un record, come unico membro al momento sia della DX che della nWo!).
In seguito, Rude e Hennigh si affiancarono alla sezione “Hollywood” (opposta al “Wolfpac”), ma presto un nuovo, terribile ostacolo si frappose al nuovo ruolo di Rude nel mondo del wrestling.
Sul finire del ’99 fu diagnosticato al Ravishing One un tumore al testicolo, che costrinse da subito Rude ad abbandonare le scene e constringendolo al ritiro definitivo ad Aprile di quello stesso anno.
Il 20 Aprile, pochi giorni dopo l’addio alla WCW, Rude fu trovato senza vita dalla amata moglie Michelle.
Aveva solo 40 anni.
L’autopsia rivelò che un midiciale mix di medicinali aveva tolto la vita al pluricampione, probabilmente dovuto in gran parte all’effetto di una droga anti-narcolettica, il GHB, che stava assumendo in misura non controllata per un unico, fatale motivo: cercare, in tutti i modi, di rimettersi in forma fisica e tornare a mettere piede in quel ring che tanto amava.
Pochi giorni dopo, un devastato Curt Hennig, un uomo che avevamo visto sempre sorridente, quasi strafottente ed incapace di provare sofferenza o empatia, in una intervista dichiarò il suo rispetto, amore e dolore per l’amico prematuramente scomparso: 4 anni dopo, nel 2003, un letale mix di droghe ed antidolorifici porterà via anche lui, riunendolo al suo migliore amico in paradiso.
Nel Marzo del 2017, nel weekend della trentatreesima edizione di Wrestlemania, Rick Rude è stato introdotto nella Hall of Fame della WWE, con un tributo doveroso ed un anello, quello degli affiliati, donato alla moglie ed ai figli che gli sono sopravvissuti.
Nella stessa serata, fu insignito dello stesso titolo anche un altro lottatore super tecnico, dal grande fisico e che aveva dovuto combattere le stesse lotte contro infortuni e droghe: Kurt Angle.
Rick Rude: un grande atleta, dal fisico incredibile, ottime capacità al microfono, mimica sul ring unica, capace di raccontare “una storia” e farla appassionare al pubblico di tutte le arene del mondo…. Un lottatore avanti luce.
Prima di Will Osprey.
Prima di Seth Rollins.
Semplicemente “prima”… c’era lui.
Un grande wrestler, destinato a rimanere nella memoria di ogni appassionato che si rispetti. Per sempre!
Il Vostro Sempre (poco) Umile Maestro Zamo
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