mercoledì 15 ottobre 2014

Magda Olivero, una voce per tre grandi vite

Opera. Morta a 104 anni una regina del canto lirico, insuperabile in «Adriana Lecouvreur»
Magda Olivero
Visse d’arte, visse d’amore Magda Oli­vero, che nel corso della sua esi­stenza ha alter­nato una prima fase di dedi­zione asso­luta al canto, una seconda di con­sa­cra­zione esclu­siva al matri­mo­nio e una terza di con­ci­lia­zione defi­ni­tiva delle sue due più grandi ragioni di vita. Incar­nando l’eterno dilemma di ogni donna. Ci ha lasciato lo scorso 8 set­tem­bre, a 104 anni, dopo una vita intensa e piena di meri­tati riconoscimenti.
Nata nel 1910 a Saluzzo (Cuneo), ha ini­ziato a stu­diare pia­no­forte a sei anni, dirot­tata poi verso il canto dai geni­tori per la potenza bru­nita e riso­nante della sua voce. Un potenza che i suoi primi mae­stri rite­ne­vano ingo­ver­na­bile, fino all’incontro con Luigi Gerussi, sotto la cui guida severa e a volte spie­tata, Magda impara a domi­nare i suoi talenti. Il debutto avviene nel 1932 a Torino, con un suc­cesso tale che dopo appena un anno viene già ingag­giata alla Scala di Milano. Dopo appena nove anni di car­riera, nel 1941, sposa l’industriale italo-tedesco Aldo Busch, e per nove anni abban­dona le scene, con­vinta di doversi dedi­care esclu­si­va­mente al matrimonio.
A richia­marla alla sua voca­zione arti­stica sarà Fran­ce­sco Cilea che, col­pito da malat­tia nel 1950, esprime il desi­de­rio di vederla ancora una volta nei panni di Adriana Lecou­vreur, da sem­pre uno dei suoi cavalli di bat­ta­glia. La dolo­rosa insi­stenza del mae­stro e la mesta con­sa­pe­vo­lezza che una delle ragioni del suo abban­dono del tea­tro, il desi­de­rio di mater­nità, non potrà mai essere sod­di­sfatto, la convincono.
Cilea però muore prima di poter assi­stere alla recita; Magda con­ti­nuerà a can­tare quel ruolo fino a fine car­riera, insieme a BohèmeManon LescautMadama But­ter­fly di Puc­cini, Iris di Masca­gni, Tra­viata di Verdi. Nel 1967 debutta negli Stati uniti con Medea di Che­ru­bini, nel 1971 canta alla New York Phi­lar­mo­nic Hall La Voix Humaine di Pou­lenc, nel 1975, alla tenera età di 65 anni, debutta in Tosca al Metro­po­li­tan: in tutti e tre i casi riscuote un suc­cesso clamoroso.
Le sue scelte inter­pre­ta­tive si fanno via via più chiare: oltre ai ruoli più popo­lari della tra­di­zione romantico-verista, Magda pre­di­lige opere meno note che le con­sen­tono di mesco­lare canto e reci­ta­zione, dando sfogo alle sue atti­tu­dini dram­ma­ti­che. Incide molto poco su disco. Come opere com­plete, solo Turan­dot e Fedora. Nel 1970 incide un album di arie sacre inti­to­lato Quando il canto è pre­ghiera, e nel 1973 una sele­zione di arie dall’opera che l’ha con­sa­crata e con­ti­nua a ripre­sen­tarsi sul suo cam­mino: Adriana Lecou­vreur.
Si ritira defi­ni­ti­va­mente dalla scene nel 1981 inter­pre­tando a VeronaLa Voix Humaine, ma non abban­dona mai il canto: nel marzo del 2010, infatti, a 99 anni, canta a Palazzo Cusani a Milano un’aria dalla Fran­ce­sca da Rimini di Zan­do­nai, sba­lor­dendo il pub­blico per la potenza intatta della sua voce. I suoi cento anni ven­gono festeg­giati presso il Tea­tro Regio di Torino il 14 aprile del 2010, ren­dendo omag­gio alla sua intel­li­genza e al suo non comune antidivismo.

http://ilmanifesto.info/magda-olivero-una-voce-per-tre-grandi-vite/

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