venerdì 8 agosto 2014

Riforma del Senato: a Palazzo Madama anche senatori diciottenni

Si sono dimenticati di inserire, nel testo di riforma del Senato, il limite di età. Si tratta di una colossale svista, dato che oggi per essere eletti senatori si deve aver compito i 40 anni di età. Scrive La Stampa

Tra le tante novità portate dalla riforma del Senato (che deriva dal latino senex: cioè vecchio, anziano) ce n'è una che finora è passata inosservata, ma che - almeno simbolicamente - segnerà una rivoluzione. A Palazzo Madama potrà sedersi anche chi ha da poco compiuto i 18 anni. Altro che anziani, saggi, esperti: i nuovi senatori saranno più giovani dei deputati.

Fino a oggi, la Costituzione stabilisce limiti anagrafici ben precisi per l'elezione del Senato. Sia per l'elettorato attivo (votano solo i cittadini che hanno almeno 25 anni), sia per l'elettorato passivo (può essere eletto soltanto chi ha già compiuto i 40 anni). I due parametri sono scritti nero su bianco all'articolo 58 della Carta. Che la riforma cancellerà con un tratto di penna. «Hanno eliminato questo articolo senza voler discutere di come regolamentare i requisiti anagrafici dei futuri senatori. Come per tutti gli altri aspetti, serviva più tempo per approfondire la questione e invece hanno voluto accelerare» spiega Lorenzo Battista, fuoriuscito dal Movimento Cinque Stelle.

Completata la riforma, in Senato ci andranno i consiglieri regionali e i sindaci, cariche che possono essere ricoperte anche da chi ha soltanto 18 anni. Il paradosso, però, è che chi ambisce a un seggio alla Camera deve avere almeno 25 anni. 

TzeTze
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