venerdì 30 novembre 2012

MAMMA A 62 ANNI, E' LA PIU' ANZIANA DELLA GRAN BRETAGNA



LONDRA - Una psichiatra infantile di 62 anni e' diventata la mamma piu' anziana della Gran Bretagna dopo essersi sottoposta a un trattamento contro la sterilita' all'estero. Lo scrive il quotidiano Daily Mail, secondo il quale Patti Farrant, una mamma con tre figli nati da un precedente matrimonio, ha dato alla luce mercoledi' scorso, in un ospedale di Brighton, nel Sud dell'Inghilterra, un bambino che pesa quasi 3 chili.

Patti Farrant diventa cosi' la mamma piu' vecchia della Gran Bretagna e una delle piu' anziane del mondo, dopo essersi sottoposta a una terapia di fertilita' in vitro (IVF) all'estero, sotto la supervisione del dottor Severino Antinori che lo scorso ottobre affermo' di aver avuto come paziente una donna inglese, senza rivelarne il nome.

L'anno scorso, una rumena di 66 anni, Adriana Iliescu, divento' la mamma piu' anziana del mondo dopo aver dato alla luce una bambina dopo un trattamento IVF.

ANTINORI: E' PROVA CHE TECNICA FUNZIONA ''La nascita del bambino non e' solo una gioia dal punto di vista sentimentale, ma anche la riprova che la tecnica da me pubblicata su 'Human reprodution' sta dando i suoi frutti''. Cosi' il professor Severino Antinori commenta la notizia della psichiatra infantile britannica diventata madre a 62 anni.

''La chiave di lettura di questi fenomeni - aggiunge il ginecologo italiano - e' che applicando metodologie che permettono di stabilire, in base ad una serie di indagini mediche, l' aspettativa di vita della madre ed allungare, quindi, la possibilita' delle donne di procreare anche in un' eta' non piu' cronologica, ma comunque oltre la menopausa''.

''Chiaramente - sottolinea ancora Antinori - deve trattarsi di un' aspettativa di vita di 20-25 anni che puo' essere desunta attraverso una serie di esami di laboratorio e clinici nonche' da un consulto psicologico''.

''Il mondo della medicina e' mutato - conclude Antinori - perche' non offrire queste chance laddove ci sono condizioni fisiche della paziente che lo consentano? Il tasso di rischio non e' sicuramente superiore rispetto ad una donna di 25-30 anni, quindi in eta' cronologica per procreare''. 

(ANSA)

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