venerdì 30 novembre 2012

BASTA UN CAFFE' PER STRAPPARE UN SI'


 ROMA - Dovete strappare a qualcuno un consenso difficile? Portatelo al bar a bere un caffé, ed il suo 'placet' è assicurato. Se l'offerta vi sembra esigua sappiate che quell'espresso varrà molto più di tanti dispendiosi regalini scelti ad hoc per perorare la vostra causa, infatti esperti della School of Psychology alla University of Queensland hanno scoperto che il caffé ha capacità persuasive. Il loro studio, diretto da Pearl Martin e pubblicato sul European Journal of Social Psychology, dimostra che la caffeina ci rende più inclini alla persuasione. Il caffé, e quindi la caffeina, è la sostanza stimolante più consumata al mondo. Ristretto, lungo o aggiunto al latte della prima colazione, è comunque in grado di darci la carica, svegliandoci dal torpore mattutino o del dopo pranzo.

I ricercatori australiani hanno voluto indagare anche i suoi potenziali effetti sulla tendenza umana ad essere persuasi o convinti di qualcosa, atteggiamento che, per esempio, è alla base del successo della pubblicità. A tale scopo gli esperti hanno coinvolto un gruppo di volontari sottoponendoli ad ipotetiche scelte, riguardanti questioni spinose quali eutanasia e aborto, e cercando di convincerli della validità di una certa scelta.

Gli individui dovevano rispondere e quindi scegliere se accettare o meno la tesi dei propri interlocutori prima e dopo aver bevuto due tazzine di caffé o una quantità simile di una bevanda senza caffeina usata come placebo. Gli esperti hanno constatato che la loro capacità di persuasione nei confronti dei partecipanti aumentava dopo la pausa caffé.

Ma qual è il segreto della caffeina? La tesi avallata dai ricercatori è che la caffeina lavori sulla tendenza umana ad essere persuasi aumentando l'attenzione del fruitore nei confronti del messaggio che gli è proposto. Inoltre il caffé mette di buon umore e ciò spiana la strada all'accettazione del messaggio o della richiesta di un interlocutore.

Secondo gli esperti la scoperta del potere persuasivo della tazzina potrebbe essere sfruttata nella pubblicità, che lavora proprio sulla 'debolezza' umana a lasciarsi persuadere, e sulla capacità di catalizzare l'attenzione del destinatario sul messaggio pubblicitario proposto.

(ANSA)

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