Sofija, 7 anni, soffriva di una rara malattia genetica. L’intervento di Bergamo ha unito chirurgia innovativa e amore paterno, restituendo alla bambina una vita normale
Un gesto straordinario di amore paterno ha reso possibile il primo trapianto combinato da donatore vivente in Italia. Sofija, 7 anni, affetta da una rara malattia genetica che colpiva fegato e reni, è stata operata al Papa Giovanni XXIII di Bergamo grazie al dono simultaneo del padre, cittadino serbo di 37 anni. L’intervento, durato 18 ore, ha combinato il trapianto di una porzione di fegato con quello di un rene. Sei chirurghi, sette anestesisti e venti infermieri hanno lavorato in due sale chirurgiche contigue. I medici hanno utilizzato sofisticati software per simulare virtualmente la procedura, valutando peso, volume e compatibilità degli organi prima dell’operazione reale.
Prima dell’intervento, come spiega AdnSalute, Sofija era costretta alla dialisi quotidiana e limitata nelle attività quotidiane.
Oggi, grazie alla riuscita del trapianto, la bambina può giocare, correre e riprendere una vita normale. Il padre, dopo aver superato l’operazione complessa, ha potuto finalmente stringere la figlia tra le braccia, in un momento definito “commovente” dai medici. L’intervento rappresenta anche un record per l’Italia, con pochissimi casi simili documentati in Europa. La piccola resterà a Bergamo per controlli periodici, mentre il padre potrà condurre una vita normale, con il fegato che rigenererà la parte donata e il rene protetto dal fegato stesso per ridurre il rischio di rigetto.
https://www.leggo.it/italia/cronache/21_gennaio_2026_trapianto_combinato_padre_figlia_bergamo-9311617.html

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