sabato 25 aprile 2026

W la Liberazione

 














Ogni 25 aprile, puntuale come la sveglia, torna sempre lo stesso tormentone: “Eh, ma quando c’era lui…”.


Quando c’era lui i treni arrivavano in orario. 


Quando c’era lui ci stavano le case popolari per tutti. Quando c’era lui le donne erano valorizzate. 


Quando c’era lui l’Italia era sovrana, una potenza, un faro nel mondo.


Peccato che sia tutto falso.


Le case popolari le aveva istituite Luzzatti nel 1903, mentre Mussolini scappava in Svizzera per evitare la leva. 


La Cassa Nazionale di previdenza è del 1898: il futuro duce aveva 15 anni e andava a scuola. 


La cassa integrazione è del novembre 1945, sette mesi dopo Piazzale Loreto.


Le donne “valorizzate” si sono viste imporre una soglia massima del 10% nei posti di lavoro pubblici. 


La “potenza italiana” supplicava i tedeschi di salvarla in Africa e in Grecia.


Le bonifiche promesse furono completate al 6% e su lavori già programmati prima.


I treni in orario? Una leggenda costruita censurando ogni ritardo per legge.


Ma facciamo pure finta che fosse tutto vero.


Davvero pensate che la libertà di pensiero, di parola, di associazione, il diritto al voto, alla salute, all’istruzione, valgano meno di un ettaro di palude bonificata?


Oggi è il 25 aprile. È la festa di chi ha scelto, ottant’anni fa, che la risposta a quella domanda fosse no.


Viva la Liberazione.

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