mercoledì 1 aprile 2026

IL FASCISTA UCCISO IL 28 APRILE, CONOSCIUTO COME IL BOIA DEL VERZIERE



Sulla copertina del libro "Il sangue dei vinti", scritto da Giampaolo Pansa, vi è una foto in cui alcuni partigiani armati sfilano per strada strattonando un uomo che ha le mani dietro la nuca. 

Nella didascalia si legge "fascista ucciso il 28 aprile 1945". 

L'uomo è Carlo Barzaghi, autista di Franco Colombo, comandante della Legione Autonoma Mobile Ettore Muti, corpo militare della RSI che si rese responsabile di numerosi rastrellamenti, di torture e violenze, specialmente nella sede milanese di via Rovello e dell'eccidio di Piazzale Loreto.

Barzaghi fu un esponente della Repubblica di Salò, ed era conosciuto anche come "boia del Verzeè" (dal dialetto milanese, con significato di "mercato agricolo").

Fu responsabile di crimini di guerra come la compilazione di elenchi di ebrei e oppositori poi deportati nei campi di sterminio nazisti. Barzaghi fu anche implicato nella strage di Piazzale Loreto del 1944, dove vennero fucilati quindici partigiani dai militi del gruppo Oberdan della Legione Autonoma Mobile Ettore Muti. 

Ma come si è arrivati all'identificazione del fascista ucciso il 28 aprile?

Anche questa volta non dobbiamo ringraziare Giampaolo Pansa, che aveva tratto l’immagine dal libro dell’ex esponente della Repubblica Sociale - Giorgio Pisanò - “Storia della guerra civile”, poiché per lui era "genericamente" il fascista ucciso il 28 aprile.

Dobbiamo idealmente stringere la mano a Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore, che ha trovato l'immagine, con relativa storia, negli archivi dell’Istituto storico della Resistenza di Sesto San Giovanni. Grazie alla sua determinazione possiamo dare un nome ed una storia a quella fotografia, utilizzata da Pansa come atto d'accusa nei confronti dei partigiani.


Fabio Casalini

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