venerdì 24 ottobre 2014

LETTERA APERTA AL SINDACO DI ROMA IGNAZIO MARINO

Signor Sindaco, i miei complimenti per aver creato un bel problema al Governo Renzi, al suo partito e al ministro Alfano che tutto sta facendo meno che il ministro dell'Interni. Devo ammetterlo: ha avuto il coraggio di violare quella norma o schifezza voluta dall'NCD riguardo ai matrimoni tra lo stesso sesso.
Ma questo coraggio Lei non lo ha, quando si tratta di difendere quelle famiglie che, a causa della crisi, non possono pagare l'affitto e vengono sbattute fuori perchè non c'è una sua ordinanza che dichiara ROMA CITTA' LIBERA DAGLI SFRATTI.
Così, come non ha il coraggio di requisire quelle tante case sfitte che sono dimenticate nell'incuria dai proprietari, che pensano di alimentare il mercato degli affitti.
Così, come non lo ha quando si tratta di dover chiedere soldi. Perchè debbono essere sempre i cittadini e non l'Amministrazione a dover pagare? Perchè non annullare il vitalizio regionale o i doppi incarichi ( consiglieri in comune e in consigli di società partecipate)?
Questo coraggio, diceva Don Abbondio per mano del Manzoni "O UNO CE L'HA OPPURE NON CE' L'HA".
Lei ha dimostrato di averlo: lo tiri fuori perchè questa città è stanca delle tante promesse fatte da sindaci e mai mantenute.
Non usi più la bicicletta per andare in ufficio, prenda l'autobus. Si faccia un giro nelle periferie, dove non entra neanche Dio, stia una giornata con gli operatori che aiutano i disabili o gli anziani. Questo è il mestiere del sindaco. Lasci la poltrona e scenda in piazza per vivere questa città. Le lamentele lassù non arrivano. Quei muri sono così spessi che di fuori non sentite neanche il vento della rivolta.
Un sincero saluto, Alessandro Verga


Alessandro in Lotta

Alessandro Verga

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